Pina non si è mai arresa. Ha sempre creduto fortemente nel cambiamento e che i siciliani potranno diventare “non sudditi, ma attori”

Il 7 giugno 2016 moriva una combattente. Nel 1956 aveva sposato Libero Grassi e ne segue il desiderio imprenditoriale di subentrare al suocero nell’azienda di famiglia, entrando nel mondo dell’arredo tessile, molto distante dai suoi studi di architettura. Pina ha sempre amato la gente, che le permette di conosce sempre meglio la sua Palermo, piena di luci e ombre. Dignità e libertà della persona sono valori condivisi con Libero e mai messi in discussione né da Pina né dai figli, Alice e Davide, anche quando le conseguenze sono estreme. Nell’agosto 1991 Libero Grassi è ucciso da Cosa Nostra per essersi rifiutato di pagare “il pizzo” alla famiglia di Brancaccio e aver pubblicamente dichiarato la propria scelta. Dopo la sua uccisione, Pina non cede alla tentazione di abbandonarsi al dolore, ma sceglie la strada dell’azione. Si candida per i Verdi al Senato, nel 1992, per l’XI legislatura ed è eletta a Torino. Le propongono di far parte della Commissione d’indagine sul fenomeno mafioso, ma chiede, invece, di essere assegnata alla Commissione ai lavori pubblici perché lì sa che si annidano i legami tra le mafie e la politica. In quegli anni partecipa inoltre alla Giunta delle autorizzazioni a procedere, contribuendo con il suo voto al luogo a procedere dell’onorevole Giulio Andreotti. Attiva sul territorio, è socia del Laboratorio Zen Insieme, operante nel quartiere Zen di Palermo, ha concluso  con l’Azienda Municipalizzata Acqua Palermo e dall’Istituto Autonomo Case Popolari, un accordo attraverso il quale le famiglie, sulla base di una richiesta di regolare contratto d’acquisto, acquisirebbero il diritto a diventare proprietarie degli alloggi occupati abusivamente. Pina non si è mai arresa. Ha sempre creduto fortemente nel cambiamento e che i siciliani potranno diventare “non sudditi, ma attori con assunzione di responsabilità per lo sviluppo di oggi e di domani, non di un tempo a venire non identificabile in un tempo futuro”. Nel 2004 è attiva con i ragazzi di Addiopizzo, per i quali è, oltre che baluardo morale, prezioso aiuto sia nella commissione di garanzia, che filtra l’inserimento di commercianti e imprenditori nella lista “pizzo free”, sia nell’attività delle scuole per i progetti Legalità. Negli ultimi anni, diceva sempre che era arrivato il momento di ridurre i suoi impegni, ma mentre lo diceva continuava a ricevere richieste di incontri e ad annotare sull’agenda nuovi appuntamenti. Sentiamo la tua mancanza, Pina.

Roberto Greco per referencepost.it