Sold out per per la due giorni del Jova Summer Party che si è tenuto al parco della Favorita di Palermo nei giorni 29 e 30 agosto. Jovanotti ha incantato le circa 150 mila persone che hanno riempito, nelle due giornate, il prato dell’ippodromo del capoluogo siciliano per questa scoppiettante tappa del tour estivo.

Un doppio appuntamento con la grande e coivolgente musica di Jovanotti che è stato ben più di un tour o di un concerto ma un vero e proprio incontro fra anime, emozioni, sensibilità, allegria e commozione che ha coinvolto tante generazioni diverse, tutte unite fra loro da un unico grande coro all’unisono con il coinvolgente ritmo e le celebri melodie di Jovanotti.

L’artista, al secolo Lorenzo Cherubuni, approdato in Sicilia in sella alla sua bicicletta, ha dato il via alla performance già dalle 16 e fino a mezzanotte a punto, illuminata da un incantevole plenilunio, ha visto decine di migliaia di appassionati che non hanno mai smesso di cantare, ballare, sognare.

Tanti gli ospiti che si sono avvicendati sul grande palco allestito a fianco di Montepellegrino, ai piedi del “puntino rosa” di Castel Utveggio, fra cui Mario Venuti, Lello Analfino, Jimmy Sax, e tanti i messaggi sociali lasciati dal grande artista al suo numeroso pubblico che, sfidando un torrido caldo di fine estate, non ha mancato di partecipare a questo imperdibile appuntamento con le emozioni.

Sul palco anche Giacomo Cuticchio, maestro della più antica tradizione dei pupi siciliani, che ha improvvisato con il paladino Astolfo un duetto proprio con Jovanotti, novello Orlando al cospetto dei tanti Orlando e delle tante Angelica presenti fra il pubblico: tutti siamo Orlando, tutti siamo Angelica, tutti rispettiamo il codice cavalleresco dei paladini in difesa della giustizia e dell’amore: questo il messaggio sotteso tra le movenze del delizioso improvvisato siparietto cavalleresco.

Poi, a cambiar ritmo, la profonda riflessione che ha commosso il pubblico che vede l’anno 1992 come un momento di svolta: “So che c’è un prima e un dopo, e quello è il 1992. E prima del 1992 ero un altro, un dj, un rapper, un appassionato di dischi, di feste, di musica, di successo, la mia testa era lì concetrata: la musica, il palco, lo show. Poi c’è stato il 1992, quel 1992, ci sono state le stragi di Falcone e Borsellino ma soprattutto ci siete stati voi. Quel 1992 mi ha trasformato perché ho visto voi, palermitani e e siciliani alzare la testa come non pensavo fosse possibile, ho visto voi palermitani reagire, non cedere alla rassegnazione, manifestare non solo con le parole ma con i fatti, aggrappati con tutte le vostre forze a una voglia di legalità, un senso di giustizia, di futuro, allo Stato. Il terrore non vi ha fatto scappare, non vi ha fatto nascondere, il terrore ha scatenato in voi un’energia vitale che ho visto e sentito dentro di me, mi sono sentito avvolto dal vostro slancio vitale, nel 1992 mi sono sentito un palermitano“.

In scena quindi tutte le più celebri ballate pop fra le quali “Il più grande spettacolo dopo il big bang”, “L’ombelico del mondo”, “Oceanica”, “Penso positivo”, “Ragazzo fortunato”, “Bella” e poi le romantiche liriche “Le tasche piene di sassi” e fino alla fine, intonando la suggestiva e immortale “A te”, all’unisono fra decine di migliaia di abbracci, cori e torce dei cellulari a illuminare una notte magica già ammantata da un’irripetibile e complice luna.

Dopo il recente successo artistico del Concerto di Radio Italia (leggi l’articolo mio cliccando QUI e di Denise Catalano cliccando QUI), Palermo si conferma protagonista di grandi eventi che sanno accogliere un imponente pubblico nella massima sicurezza e accogliendo le grandi star della musica e non solo.

Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere. Se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa. Ti auguro tempo per il tuo fare e per il tuo pensare, non solo per te stesso ma anche per donarlo agli altri. Ti auguro tempo non per affrettarti a correre ma tempo per essere contento. Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perché te ne resti. Tempo per stupirti, tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull’orologio. Ti auguro tempo per guardare le stelle e tempo per crescere, per maturare. Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare. Non ha più senso rimandare. Ti auguro tempo per trovare te stesso per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono. Ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita (Lorenzo Cherubini)”.

Carlo Guidotti per Referencepost (Foto di Katia Castiglione)

Carlo Guidotti

Di Carlo Guidotti

Scrittore, editore, giornalista. Tessera preziosa del "Mosaico Palermo"