Sul palcoscenico del Teatro Biondo di Palermo lo scorso 2 maggio è andato in scena “Circo Zarathustra”, in prima nazionale dal 25 aprile fino al 3 maggio. Il testo è scritto, e diretto, da Leonardo Petrillo e vede sul palco Ennio Colforti e Violante Placido, per una produzione del Teatro Biondo stesso con il patrocinio dell’Ambasciata di Germania. Quest’opera è stata trasmessa dalla rete nazionale RaiPlay.

L’opera è una meta-rappresentazione incentrata sull’immortale figura del filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche e affronta, parafrasando l’affascinante e misterioso mondo circense, il corpus filosofico del grande pensatore tedesco. La vita e la morte attraverso il superuomo e l’oltreuomo, il superamento di se stesso e, soprattutto, l’eterno ritorno, un microcosmo dove l’attore teatrale affronta in simbiosi con il pubblico e gli attori, e soprattutto con se stesso, la fatica e la gioia di ogni replica quotidiana.

Il tendone del circo diviene luogo e momento di riflessione ma anche di distrazione per il pubblico che, tra un’introspezione e un approfondimento psicologico e morale, si lascia incantare, e quindi distrarre, dai clown, dai ballerini e dagli acrobati.

Fra essi vi è un funambolo che cammina su una corda tesa, è lui, il simbolo dell’oltreuomo che è capace di superare i propri limiti senza distrazione o arresa passiva.

A fianco di Nietzsche anche Lou von Salomè, il suo grande e tormentato amore, compagna di dialoghi sulla volontà di potenza e sull’essere, al cospetto di un intero chiassoso circo e di un pubblico, spesso indifferente, con cui condividere la riflessione sulla vita e il rifiuto del nichilismo passivo.

Al termine dello spettacolo, a fianco della scrittrice Denise Catalano, abbiamo intervistato Violante Placido: “Sono stata molto affascinata dal personaggio dal personaggio di Lou von Salomè,  nel dialogo a due spesso mette le spalle al muro Nietzsche con le contraddizioni e vuole delle risposte e questo probabilmente aiuta anche il pubblico a entrare meglio dentro la sua filosofia che è piena di pensieri illuminanti ma al tempo stesso anche complessa, molto profonda, molto forte e forse non per tutti, ma comunque è un viaggio che, in  questo periodo storico, c’è bisogno di fare in quanto c’è necessità di filosofia cioè di ritrovare il tempo per iniziare a pensare e di allenare la mente a pensare al nostro inferiore e a quello che ci circonda; quindi in questo senso, secondo me, è uno spettacolo che può far bene a prescindere da quello che uno si porta a casa. Intanto è un viaggio dentro se stessi e fuori da se stessi”.

Carlo Guidotti per Referencepost (Articolo e foto)

Di Carlo Guidotti

Scrittore, editore, giornalista. Tessera preziosa del "Mosaico Palermo"