Un omaggio d’autore che nasce da un legame umano e artistico profondo, già raccontato nella biografia “L’Opera di Dio”

Al Gonzaga Campus di Palermo è stata presentata la nuova opera teatrale di Sara Favarò, autrice, giornalista, cantautrice e attrice, da sempre impegnata nella tutela e nella valorizzazione delle tradizioni popolari siciliane. Il testo, edito da Euno Edizioni, è dedicato ad Anna Cuticchio, unica donna al mondo pupara oprante e capo compagnia, e a sua figlia Vanna, erede di una delle più antiche e prestigiose famiglie dell’Opera dei Pupi.

Questa pubblicazione, la 97ª dell’autrice, non è soltanto un omaggio artistico: è il frutto di un rapporto umano, culturale e professionale profondo che lega Sara Favarò ad Anna Cuticchio da molti anni. Un legame che ha trovato espressione anche nella biografia “L’Opera di Dio” (Euno Edizioni), scritta da Favarò per raccontare la vita straordinaria di Anna, la sua vocazione, le sue battaglie e la sua dedizione assoluta all’arte dei pupi. Un’opera che ha contribuito a fissare nella memoria collettiva la figura di una donna che ha saputo rompere schemi, superare ostacoli e affermarsi in un mondo tradizionalmente maschile.

La nuova pubblicazione nasce dunque come continuazione naturale di un percorso condiviso, un atto d’amore verso un’arte che entrambe considerano sacra e verso una tradizione che rischierebbe di spegnersi senza l’impegno quotidiano dei pupari siciliani.

La presentazione si è svolta il 10 febbraio 2026 nell’ambito del progetto dell’Inner Wheel Club di Palermo Mondello, “Affidiamo le nostre tradizioni alle generazioni future”, dedicato alla trasmissione del patrimonio culturale siciliano. Un contesto ideale per celebrare un’opera che parla di radici, identità e memoria.

Durante l’evento, Sara Favarò ha dato voce e corpo alla sua creazione ricoprendo i ruoli di autrice dei testi, cuntastorie, cantautrice e attrice. Particolarmente emozionante è stato il momento in cui ha interpretato la voce narrante in un estratto di “Paladine di Luce”, insieme ai pupari Enzo Mancuso del Teatro Carlo Magno di Palermo e Tiziana Cuticchio, nipote di Anna e anch’essa custode dell’antica arte familiare.

L’opera si inserisce nel lungo percorso di ricerca, divulgazione e impegno civile che caratterizza la produzione di Sara Favarò, confermandone il ruolo di riferimento nella salvaguardia delle tradizioni siciliane e nella narrazione delle figure che ne incarnano l’essenza.

In copertina Sara Favarò e Anna Cuticchio in una foto di Angelo Modesto.