La Corte d’Assise di Bologna ha disposto un esame del dna sui resti di Maria Fresu, che perse la vita il 2 agosto 1980 alla Stazione di Bologna assieme alla figlia Angela di appena 3 anni. I resti della donna sono stati recentemente riesumati e la perizia è stata disposta nell’ambito del processo all’ex Nar Gilberto Cavallini, imputato per concorso nell’attentato alla stazione di Bologna. La richiesta, avanzata dalla difesa di Cavallini, è legata a una “disomogeneità” tra i resti attribuiti alla vittima nel 1980 e quelli campionati dopo la riesumazione, che ha avuto luogo il 25 marzo presso il cimitero di Montespertoli (Firenze). Per l’esame è stato nominato un esperto del Ris di Roma. I resti si trovavano in una piccola bara e non chiusi in appositi contenitori chimici.

Fonte: Adnkronos.com