Oggi 16 ottobre il prof. Nicolò Mannino ha incontrato i ragazzi dell’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Partinico.

La tragica scomparsa di un giovane della cittadina della provincia di Palermo, morto suicida, ha dato alla mattinata un significato particolarmente profondo, trasformando l’appuntamento in un’occasione di riflessione sulla fragilità adolescenziale, sul peso delle parole e sull’importanza di costruire relazioni autentiche. Un momento di raccoglimento e consapevolezza nel quale Mannino ha invitato gli studenti a guardarsi intorno, a interrogarsi sulle difficoltà che possono attraversare i propri coetanei e a comprendere quanto un gesto di vicinanza possa fare la differenza.

«Non vergognatevi di dire: ho paura, sono stanco, non ce la faccio, ho bisogno di aiuto», ha esortato il presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, ricordando che chiedere sostegno non è un segno di debolezza, ma un atto di coraggio. Un invito a superare l’indifferenza, a prestare attenzione ai segnali di disagio e a riscoprire il valore dell’ascolto, della gentilezza e della disponibilità verso gli altri.

Il momento più toccante è arrivato quando Mannino ha invitato studenti e docenti ad alzarsi in piedi per osservare un minuto di silenzio in memoria del giovane scomparso. Un gesto semplice, ma carico di significato, accompagnato dall’appello a trasformare il dolore in un impegno quotidiano: usare parole che non feriscano, non umiliare, contrastare ogni forma di esclusione e offrire una presenza concreta a chi sta attraversando un periodo difficile.

«Quel ragazzo potevo essere io a quattordici anni», ha affermato Mannino, richiamando la comune fragilità umana e la necessità di non considerare mai la sofferenza altrui come qualcosa di distante. Un messaggio che ha posto al centro il valore della solidarietà e il dovere di riconoscere, dietro ogni persona, una storia, un vissuto e bisogni che non sempre riescono a trovare le parole per esprimersi.

Ad aprire l’incontro è stato il dirigente scolastico, professor Angelo Nasca, che ha accolto il presidente del Parlamento della Legalità Internazionale. L’introduzione dei lavori è stata affidata al professor Antonio Fundarò, docente dell’Istituto e coordinatore del corso serale, nell’ambito del percorso educativo approvato dal Collegio dei Docenti il 1° ottobre 2026.

L’iniziativa ha coinvolto gli studenti del corso diurno, accompagnati dai rispettivi insegnanti, dando continuità al primo appuntamento del 13 ottobre, dedicato agli iscritti al corso serale.

Nel corso del suo intervento, Mannino ha definito la scuola una vera e propria «palestra di vita», un luogo nel quale l’istruzione non può limitarsi alla trasmissione delle conoscenze, ma deve contribuire alla formazione di persone capaci di rispettare la dignità altrui, accogliere le differenze e assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

Ai ragazzi ha rivolto alcune domande destinate a diventare spunti di riflessione anche oltre le pareti dell’auditorium: le persone sono felici di averci incontrato? Abbiamo lasciato una traccia positiva nel cuore di qualcuno? Siamo capaci di accettare le imperfezioni degli altri senza giudicare e ferire?

Particolare attenzione è stata dedicata alla vicenda di Carolina Picchio, giovane vittima di cyberbullismo, attraverso la quale il presidente ha affrontato le conseguenze della violenza verbale e digitale. Un richiamo alla responsabilità che ciascuno esercita anche attraverso i social network, dove una parola offensiva, un messaggio denigratorio o un contenuto umiliante possono lasciare ferite profonde. Da qui l’importanza della prevenzione, del rispetto e della capacità di cogliere tempestivamente i segnali di sofferenza.

Mannino ha inoltre ripercorso le tappe fondamentali del proprio impegno civile, ricordando l’incontro con il giudice Paolo Borsellino, avvenuto il 18 marzo 1989, e il cammino educativo sviluppato nel solco degli insegnamenti dello stesso magistrato e di Antonino Caponnetto, soprattutto dopo le stragi mafiose del 1992. Un percorso dal quale è maturata l’esperienza del Parlamento della Legalità Internazionale, movimento culturale ed educativo impegnato a promuovere la partecipazione dei giovani, la cittadinanza attiva e la diffusione dei valori costituzionali.

Nel suo intervento, il presidente è tornato anche sull’incontro del 13 ottobre con gli studenti del corso serale, ricordando la testimonianza di Anna Randazzo, che aveva condiviso una dolorosa esperienza personale, e il gesto spontaneo dello studente Kevin La Puma, che l’aveva abbracciata. Un episodio che ha restituito concretezza al significato della bellezza delle relazioni umane: un abbraccio capace di superare le differenze generazionali e di esprimere, senza bisogno di tante parole, vicinanza e comprensione.

Spazio anche alle attività delle Ambasciate dei valori, presìdi culturali promossi dal Parlamento della Legalità Internazionale per diffondere la pace, la legalità, l’inclusione, la solidarietà e la bellezza. Mannino ha illustrato le esperienze avviate in Italia e all’estero, soffermandosi sulle iniziative umanitarie realizzate in Africa grazie alla collaborazione tra volontari, professionisti sanitari e realtà associative. In questo contesto è stato ricordato anche il contributo del vicepresidente del Parlamento della Legalità Internazionale, Salvatore Sardisco.

Nel corso della mattinata sono stati annunciati, inoltre, i prossimi appuntamenti del movimento: l’iniziativa del 12 novembre presso l’Assemblea Regionale Siciliana e l’incontro nazionale del 26 novembre a Roma, nella Sala dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, al quale è prevista la partecipazione di una delegazione della classe 5ª A CMB dell’Istituto “Carlo Alberto Dalla Chiesa”.

A rimanere, al termine dell’incontro, è soprattutto il significato di quel minuto di silenzio. Non soltanto un omaggio alla memoria di un giovane scomparso, ma un invito rivolto all’intera comunità scolastica a non sottovalutare la fragilità, a non voltarsi dall’altra parte e a riconoscere il valore di una presenza amica nei momenti più difficili.

La bellezza, al centro del percorso educativo, si è così tradotta in un’esperienza concreta: la capacità di ascoltare senza giudicare, di rispettare senza umiliare e di accorgersi di chi soffre anche quando non riesce a chiedere aiuto.

Perché, come ha ricordato Mannino nel suo dialogo con gli studenti, una parola gentile, un sorriso sincero, un abbraccio o una mano tesa possono diventare segni importanti di vicinanza. E perché la scuola, oltre a essere luogo di apprendimento, ha il compito fondamentale di educare alla vita, alla responsabilità e alla cura reciproca.

Carlo Guidotti per Referencepost

Carlo Guidotti

Di Carlo Guidotti

Scrittore, editore, giornalista. Tessera preziosa del "Mosaico Palermo"