A conclusione di una visita alle sontuose sale del Palazzo reale di Palermo e al Cristo portacroce di Michelangelo, in esposizione fino al 30 aprile, la scrittrice Denise Catalano, in un’intervista esclusiva rilasciata al Direttore Riccardo Galatioto, esplora il legame tra identità, radici e sentimenti nel suo nuovo libro “Ci siamo letti prima di amarci, e altri racconti di storia, memoria e vita” pubblicato da Edizioni Ex Libris.
“Vigata” si conferma terra di narranti veraci: la pluri-premiata Denise Catalano” si legge nel titolo del servizio andato in onda oggi (qui il servizio), ed effettivamente Vigata si conferma, ancora una volta, una fucina inesauribile di talenti letterari. Tra le voci più autentiche del panorama contemporaneo spicca quella di Denise Catalano. Nell’intervista, condotta dal direttore Riccardo Galatioto, l’autrice ha aperto il cuore della sua ultima fatica letteraria: “Ci siamo letti prima di amarci, e altri racconti di storia, memoria e vita”.
La cultura come porto sicuro; in un’epoca segnata dall’incertezza e dal senso di smarrimento, Denise Catalano lancia un messaggio chiaro: la cultura non è un accessorio, ma una necessità esistenziale.
“Credo fermamente che la cultura sia l’unico approdo sicuro,” ha dichiarato l’autrice, “il luogo dove la vita impara finalmente a restare”.
L’intervista è stata l’occasione per riflettere su temi universali come l’identità e quella “luce sottile” che permette di decifrare i sentimenti più complessi del vissuto umano.
La raccolta si articola attraverso cinque racconti che fungono da ponte tra la realtà geografica e quella interiore. La narrazione attraversa borghi sospesi nel tempo e strade sature di ricordi, città pulsanti che dialogano con il silenzio della memoria, in una Sicilia, intesa non solo come luogo fisico, ma come radice viva, fatta di gesti antichi e profumi indelebili.
Per Denise Catalano, ogni pagina è un “lume silenzioso” che non cerca di abbagliare il lettore, ma di accompagnarlo con discrezione verso una nuova consapevolezza. L’obiettivo dell’opera è trasformare la fragilità in forza, offrendo a chi legge un rifugio sicuro.
“Se questo libro potesse lasciare un dono a chi lo sfoglia, vorrei che fosse un senso di casa: un rifugio in cui sentirsi protetti, ma anche una rivelazione che spinga a guardare oltre. Perché, in fondo, la vita è un mosaico complesso di luce e ombra, e tutto ciò che abbiamo amato e custodito con cura resta eterno” ha concluso la Catalano.
Un invito, dunque, a riscoprire l’eterno in ciò che abbiamo amato e custodito, in quel mosaico di luci e ombre che chiamiamo vita.
Carlo Guidotti per Referencepost (articolo e foto)
Fotografie del Palazzo Reale di Palermo di Denise Catalano











