Scarpe come opere d’arte, testimonianze della storia e specchio dei cambiamenti della società. Inaugurata il 18 settembre e aperta al pubblico dal 19 settembre al 20 novembre 2026, “Dream Shoes” porta tra Palazzo Branciforte e Villa Igiea, a Palermo, un viaggio attraverso creatività, design e storia della calzatura. Promossa dalla Fondazione Sebastiano Tusa e dalla Fondazione Sicilia, progettata dal Vanessa Noel Shoe Museum di New York e curata da Luca Lo Sicco con la collaborazione di Claudia Spatafora, la mostra racconta la calzatura oltre la sua funzione, come espressione di cultura e identità sociale. (Clicca QUI per leggere l’articolo sull’inaugurazione della mostra)

Dopo la tappa romana, l’esposizione approda nel capoluogo siciliano attraversando epoche e linguaggi differenti. Dalle calzature del Settecento fino a quelle legate a protagonisti della storia contemporanea, ogni oggetto porta con sé qualcosa del tempo in cui è stato creato e indossato: il gusto, le tecniche artigianali, l’appartenenza sociale, ma anche l’evoluzione del costume e dell’estetica.
Tra i pezzi che attirano maggiormente la curiosità figurano proprio alcune calzature settecentesche, testimonianza di un’epoca in cui la scarpa rappresentava anche eleganza e status sociale. A queste si affiancano oggetti decisamente più vicini al presente, come le scarpe da tennis appartenute ai presidenti degli Stati Uniti Donald Trump e George W. Bush, che introducono nel percorso una dimensione legata alla storia e alla cultura americana.

Il cuore della mostra è ospitato a Palazzo Branciforte, negli ambienti della Cavallerizza e dell’ex sala del Gambero Rosso, mentre una sezione più raccolta trova spazio nel foyer di Villa Igiea, con quattro teche espositive. Due sedi diverse per un unico racconto che mette in dialogo moda, arte, manifattura e memoria.

«Questa mostra non celebra soltanto il valore estetico e creativo della calzatura d’autore, ma testimonia come la cultura, il design e la ricerca scientifica possano dialogare in armonia», ha sottolineato Valeria Li Vigni Tusa, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa. Un progetto di respiro internazionale che, nelle intenzioni degli organizzatori, crea un ponte tra patrimonio culturale, ricerca e mondo della moda.

L’iniziativa si avvale inoltre del supporto e del patrocinio di istituzioni e realtà del mondo accademico, scientifico e della moda, tra cui l’Università degli Studi di Palermo, la Camera Nazionale della Moda Italiana, il Dipartimento di Fisica e Chimica “Emilio Segrè”, il CSGI e il Museo del Costume e della Moda Siciliana.

A Palazzo Branciforte l’esposizione è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, con ingresso compreso nel biglietto del museo. Il percorso resterà aperto fino al 20 novembre 2026.

“Dream Shoes” racconta così la storia anche da un punto di vista insolito: quello dei passi che l’hanno attraversata. Tra manifattura e design, memoria e trasformazioni del costume, ogni calzatura conserva la traccia del proprio tempo e di chi quel tempo lo ha vissuto.

Denise Catalano per Referencepost