Dal 17 al 20 settembre Raffadali ha celebrato la decima edizione del Fastuca Fest, la manifestazione organizzata dall’associazione Fastuca e dal Consorzio di tutela del Pistacchio di Raffadali DOP per valorizzare uno dei prodotti simbolo del territorio e la filiera economica, culturale e sociale cresciuta intorno ad esso. Quattro giornate che hanno trasformato strade e piazze in un percorso tra gastronomia, cultura, spettacolo, arte, salute e iniziative dedicate alle famiglie.
Pennellate di verde e di rosa sospese nel cielo hanno ridisegnato le vie di Raffadali. Sotto, tra voci e incontri, il pistacchio è diventato il filo conduttore di un racconto di terra, radici, lavoro e identità.
Il Pistacchio di Raffadali DOP ha attraversato le quattro giornate da protagonista, non soltanto nelle degustazioni, ma come elemento identitario capace di raccontare il territorio attraverso il lavoro di chi lo coltiva, lo trasforma e lo porta sulle tavole. Dietro ogni frutto c’è una terra, dietro ogni terra una storia, dietro ogni storia una comunità che sceglie di custodirla e consegnarla al futuro. Il Percorso del Gusto e l’area Expo del Mercato del Pistacchio hanno accompagnato il pubblico alla scoperta del prodotto, mentre piazza Europa si è trasformata nel luogo dell’incontro tra cucina, creatività e contaminazioni gastronomiche.
Tra gli stand, il verde del pistacchio colorava granelle, pesti e creme. Nell’aria, il profumo del pane e delle focacce appena sfornate si univa a quello delle pizze e delle carni alla brace; dal salato alla pasticceria, cannoli, lievitati, gelati e semifreddi completavano un percorso fatto di colori, profumi, consistenze e sapori. Il Pistacchio di Raffadali DOP mostrava così la sua anima più immediata: quella del gusto.
Gli show cooking hanno portato il pistacchio a dialogare con linguaggi e territori differenti: da “La Terrazza degli Dei”, curata da Villa Athena con lo chef Max Ballarò, a “Fastuca & Wine”, con l’enologo Gianni Giardina, fino all’incontro con le eccellenze della Puglia e della Valle d’Itria e a “Talenti in verde”, dedicato a lievitati, alta cucina e pasticceria d’autore. La seconda gara di cucina ha dato spazio alla creatività e alla capacità di reinterpretare il prodotto, mostrando come un’eccellenza profondamente legata alle proprie radici possa rinnovarsi restando fedele alla propria origine.
Il legame tra tradizione e nuove prospettive ha attraversato l’intera edizione. Con “Fastuca & Books” i libri sono entrati nel percorso della festa, mentre la mostra della ceramica di Raffadali, curata dall’artista Nada Murena, ha riportato l’attenzione su un’altra espressione della memoria artigianale locale. Gli incontri promossi dal CREA hanno approfondito sostenibilità, origine geografica e competenze necessarie a una filiera moderna e competitiva; il Consorzio di tutela ha invece posto al centro certificazione e sicurezza alimentare.
Anche i più giovani hanno restituito la propria visione del territorio. “Fastuca & Arts” ha coinvolto gli studenti dell’Istituto comprensivo “G. Galilei” di Raffadali e del Liceo artistico dell’IIS “Ambrosini – M.L. King” di Favara in un’estemporanea di pittura, affidando loro il compito di interpretare attraverso forme e colori i luoghi che abitano.
Tra i momenti più suggestivi, l’alba di domenica ha unito paesaggio, teatro e memoria. Nel Teatro del Pistacchio, le letture dall’“Elena” di Euripide interpretate da Suelya Mattana hanno preceduto la prima colazione e la visita guidata al pistacchieto. Il mito antico ha così incontrato la campagna raffadalese, riportando lo sguardo là dove tutto ha origine: alla terra, agli alberi e al lavoro paziente di chi li custodisce.
La festa ha avuto anche il suono della tradizione popolare. Le esibizioni itineranti dei Tammura di Girgenti e del Gruppo Folk Gergent di Agrigento hanno attraversato le vie del centro, mentre la Notte di Pizzica, Taranta e Tammorra, aperta dal Riky Ragusa Trio e proseguita con i Cipurrid, ha costruito un ponte musicale tra la Sicilia e altre tradizioni del Sud. Il Fastuca Circus Fest della compagnia Circo Ramingo ha invece restituito piazze e strade allo stupore dei bambini e delle famiglie.
La manifestazione ha riservato spazio anche alla cura della persona, alla salute, alla prevenzione e all’inclusione. La “Piazza della Salute”, realizzata in collaborazione con l’Asp di Agrigento, ha offerto screening gratuiti e campagne di promozione della salute, mentre le attività dedicate a disabilità, sport e ausili per l’autonomia hanno coinvolto OTive, Osservatorio Tecnologie Inclusive. Domenica la camminata solidale promossa con l’associazione Onde Rosa ha richiamato l’attenzione sulla prevenzione del tumore al seno e sul rapporto tra alimentazione e benessere.
Dieci edizioni testimoniano così qualcosa che supera i confini di una manifestazione gastronomica. Agricoltura e cultura, economia e paesaggio, tradizione e nuove generazioni si incontrano attorno a un prodotto della terra che diventa memoria condivisa e identità, continuando a parlare del luogo in cui nasce anche molto oltre i suoi confini.
Denise Catalano per Referencepost (Articolo e foto)









