Si è tenuto oggi il convegno “Umanamente Uomo – Riflessioni sull’intelligenza artificiale”; a relazionare sul tema è stata l’avv. Chiara Zarcone del Foro di Torino che, nella sede del capoluogo siciliano dell’U.N.U.C.I., in Piazza San Francesco di Paola n. 35, ha tessuto diverse argomentazioni che intrecciano, oggi sempre più che mai, il tema dell’intelligenza artificiale con il diritto. In una società dove la comunicazione viaggia con frenetica rapidità, l’informazione si nutre di contenuti spesso generati da forme molto diverse tra loro e viene trasmessa con strumenti in frenetica evoluzione, è necessario fare chiarezza e, quanto più possibile, definire i punti oscuri al fine di evitarne possibili usi scorretti e lesivi.
Al tavolo dei relatori anche Sergio Palmeri, presidente U.N.U.C.I. – Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia.
Durante la conferenza l’avv. Zarcone, giurista e già cultore della materia Diritto Penale presso l’Università degli Studi di Torino, ha ricordato che il 23 settembre del 2025 ha visto la luce la Legge n. 132: la prima Legge nazionale in materia di intelligenza artificiale. La sua importanza risiede nel disciplinare la sperimentazione, lo sviluppo, l’adozione e l’applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale promuovendo un utilizzo corretto, trasparente e responsabile – in una dimensione antropocentrica – dell’intelligenza artificiale, volto a coglierne le opportunità garantendo al contempo la vigilanza sui rischi economici e sociali e sull’impatto sui diritti fondamentali.
La relatrice ha discusso dell’argomento evidenziando come l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito giuridico sia tema non privo di insidie. Infatti, se da un lato alcuni Paesi, quali gli Stati Uniti d’America, adoperano già da tempo l’algoritmo C.O.M.P.A.S., utilizzato nel sistema giudiziario statunitense per predire la recidiva criminale, e l’Estonia non disdegni l’uso di sistemi di I.A. in ambito giurisprudenziale, dall’altro, in Italia, seppur vi siano progetti tesi ad essere sviluppati in tal senso, l’obbiettivo primario rimane la tutela dei diritti fondamentali che funge da baluardo invalicabile.
L’art. 3 della Legge n. 132 ha evidenziato come i sistemi di intelligenza artificiale debbano essere sviluppati e applicati nel rispetto dell’autonomia e del potere decisionale dell’uomo, della prevenzione del danno, della conoscibilità, della trasparenza, assicurando la sorveglianza e l’intervento umano.
Tra diritto vivente e ricerca scientifica l’avv. Zarcone ha concluso ricordando che “Bisogna tenere sempre bene a mente che le macchine non ‘ragionano’, qualunque sia il tema proposto, nonostante in alcuni casi simulino il ragionamento! Un computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi, è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti – cit. Umberto Eco-.”
Con un dibattito e un confronto con il pubblico terminano così i lavori del convegno “Umanamente Uomo” che, facendo una preziosa sintesi tra Giurisprudenza e Intelligenza artificiale, ha affrontato una fra le più delicate tematiche del nostro tempo.
Carlo Guidotti per Referencepost








