C’è un luogo, a Custonaci, dove il tempo rallenta e la luce guida i passi dentro la memoria. Il presepe vivente nella grotta Mangiapane non è solo una rappresentazione: è identità che prende forma, è tradizione che respira tra la pietra e il silenzio.
Nei gesti antichi degli artigiani rivivono i mestieri di un tempo, tra profumi che sanno di pane, di legna, di casa. Ogni scena è fatta di cultura, di mani che raccontano senza parole, di sguardi che custodiscono ciò che siamo stati.
Qui si impara a fotografare con gli occhi il momento, a lasciare che l’emozione si imprima dove nessuna immagine arriva. È memoria che non chiede di essere spiegata, ma soltanto sentita.
E accade qualcosa di raro: ricordiamo chi siamo, anche attraverso ciò che non abbiamo vissuto.
Perché in quella grotta il tempo si ferma… e il cuore, finalmente, si sente a casa.
Giunto alla 41a edizione, il tradizionale presepe vivente di Custonaci sarà ancora visitabile dal 3 al 6 gennaio.
Denise Catalano per Referencepost (articolo e foto)












