Educare al rispetto delle regole per salvaguardare la vita, propria e degli altri. È questo l’obiettivo della 62ª edizione dei corsi di educazione stradale organizzati dalla Polizia Municipale di Palermo, presentati oggi nel corso della consueta conferenza stampa inaugurale nella Sala ONU del Teatro Massimo.

Sono intervenuti il magistrato Claudia Caramanna, il Sovrintendente al Teatro Massimo Marco Betta, e gli assessori Dario Falzone, Aristide Tamajo, Mimma Calabrò e Antonio Rini. Presenti anche la dott.ssa Scaglione per INAIL, il dott. Triscali per l’Ufficio Scolastico Regionale, la sig.ra Mariella Sassi per la Fondazione Sassi, il dott. Lo Scrurato Garante per i diritti dell’infanzia, la Dirigente scolastica Antonella Di Bartolo e il dott. Vincenzo Nuccio, presidente Assofante ODV Sicilia.

Ha introdotto e chiuso la conferenza l’ispettrice capo della Polizia Municipale Rosa Mazzamuto che ha ricordato come l’iniziativa, che coinvolgerà anche quest’anno gli istituti scolastici di ogni ordine e grado della città, punta a sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di comportamenti corretti e responsabili sulla strada, attraverso un percorso formativo che unisce informazione, prevenzione ed esperienze concrete. Al centro del progetto, un messaggio fondamentale: la sicurezza stradale non è un limite alla libertà, ma una responsabilità condivisa. Distrazioni, uso del telefono alla guida, velocità eccessiva e condotte imprudenti possono mettere a rischio la vita. Per questo, imparare a rispettare le regole significa innanzitutto tutelare sé stessi e gli altri.

L’Ispettrice Mazzamuto ha presentato anche un’opera pittorica che ha ricevuto un premio come migliore opera realizzata sul tema della sicurezza stradale e ha ricordato la giornata dedicata alle vittime della strada che si celebra la terza domenica di novembre e che vedrà la Polizia Municipale in prima linea con la propria presenza.

Ai corsi parteciperà anche un gruppo di motociclisti che forniranno un prezioso contributo formativo per approfondire la sicurezza anche su due ruote ricordando il motto “Il brivido passa, la sicurezza resta. Buona strada”.

I corsi si inseriscono in un più ampio percorso di educazione civica, con l’obiettivo di promuovere fin dalla giovane età la conoscenza dei rischi e lo sviluppo di comportamenti responsabili, individuali e collettivi. Un’attività che guarda non soltanto ai ragazzi che già si muovono autonomamente in città, a piedi o in bicicletta, ma anche ai futuri conducenti di veicoli. L’educazione stradale diventa così uno strumento per formare cittadini più consapevoli, capaci di comprendere il valore delle norme condivise e di applicarle nella vita quotidiana. Anche quest’anno è prevista la collaborazione con l’INAIL attraverso il progetto “Back to School”, con attività rivolte agli alunni delle scuole primarie. Gli incontri affronteranno anche aspetti legati al benessere e alla prevenzione, come il corretto utilizzo dello zaino e l’importanza di mantenere posture adeguate.

Il programma prevede in primavera giornate interattive con simulazioni pratiche, pensate per coinvolgere direttamente gli studenti e aiutarli a comprendere le conseguenze dei comportamenti adottati sulla strada. In occasione della Giornata mondiale ONU in ricordo delle vittime della strada, inoltre, saranno organizzati momenti di confronto con medici, psicologi ed esperti di diritto penale. Tra le novità di quest’anno, la partecipazione di motociclisti esperti, che porteranno la propria esperienza per approfondire i temi della guida sicura, dell’utilizzo corretto del casco e dell’abbigliamento protettivo.

Le testimonianze permetteranno di affrontare anche un aspetto spesso meno conosciuto: la sicurezza come risultato di collaborazione e rispetto delle regole. Nei gruppi motociclistici, infatti, la comunicazione tra i partecipanti, la segnalazione di buche e pericoli e l’adozione di procedure condivise durante gli spostamenti contribuiscono a ridurre i rischi.

Esempi concreti per dimostrare ai ragazzi che le regole non sono un ostacolo alla libertà, ma uno strumento indispensabile per vivere la strada in modo più sicuro e consapevole.

Particolarmente significativo il messaggio, rilasciato nel comunicato stampa, del comandante della Polizia Municipale, il generale Angelo Colucciello, che ha sottolineato il valore umano ed educativo dell’iniziativa, richiamando l’attenzione sulle responsabilità di chi opera nella prevenzione degli incidenti stradali. «Parlare di sicurezza stradale nelle scuole è come parlare ai propri figli. Con la stessa cura, con la stessa attenzione, con lo stesso impegno, ma anche con la dovuta fermezza», ha dichiarato Colucciello. Un compito che, come ha evidenziato il comandante, diventa ancora più difficile quando si è costretti a confrontarsi con il dolore delle famiglie delle vittime della strada. Proprio per questo, però, è necessario parlare ai giovani con chiarezza, aiutandoli a comprendere i rischi e a non considerarsi immuni da ciò che può accadere. «I nostri figli devono sapere ciò che può accadere. Devono capire che la vita va vissuta in famiglia e con gli amici, cresce nelle scuole e non sui social. La vita corre sulle strade», ha affermato. Colucciello ha quindi richiamato l’attenzione sulla necessità di superare la convinzione, spesso diffusa tra i più giovani, che gli incidenti riguardino sempre gli altri. Il pensiero “tanto non accade a me”, ha sottolineato, non deve diventare una giustificazione per sottovalutare i pericoli. Il messaggio conclusivo del comandante è un invito a considerare la strada come uno spazio comune da rispettare, proprio come la propria casa: «La strada dobbiamo considerarla come casa nostra. E quindi rispettarla per godere della libertà».

Con la 62ª edizione dei corsi, la Polizia Municipale e l’Amministrazione comunale rinnovano il proprio impegno nella formazione delle nuove generazioni, puntando su un approccio che affianca alle nozioni teoriche il confronto diretto, le testimonianze e le attività pratiche. L’obiettivo è fare in modo che la sicurezza stradale non resti soltanto una lezione da seguire in classe, ma diventi una cultura quotidiana, fondata sull’attenzione, sulla prudenza e sulla responsabilità. Perché educare i ragazzi significa aiutarli a diventare cittadini capaci di vivere la strada nel rispetto di sé stessi e degli altri. E, quando si parla di sicurezza stradale, la prevenzione può davvero fare la differenza.

Carlo Guidotti per Referencepost (Articolo e foto)

Carlo Guidotti

Di Carlo Guidotti

Scrittore, editore, giornalista. Tessera preziosa del "Mosaico Palermo"