Palermo, al Teatro Don Bosco Ranchibile in scena “I miracoli si fanno in due” di Giuseppe Pappalardo
Il volto più intimo e contraddittorio di Luigi Pirandello è stato al centro di I miracoli si fanno in due, spettacolo scritto da Giuseppe Pappalardo e rappresentato lunedì 27 aprile al Teatro Don Bosco Ranchibile di Palermo.
L’opera affronta temi legati alla condizione femminile, alla memoria e alle contraddizioni umane attraverso un intreccio che richiama la dimensione privata del drammaturgo siciliano.
La vicenda si sviluppa nello studio di un notaio, dove due donne si incontrano attorno a una busta sigillata recante la frase: «I miracoli si fanno in due». L’arrivo del notaio porta all’apertura della busta e alla rivelazione di una verità che lega entrambe le protagoniste alla vita di Pirandello.
Il testo alterna momenti drammatici a passaggi più leggeri, grazie all’uso di italiano e dialetto, proverbi, giochi linguistici ed equivoci scenici. Ne emerge un ritratto di Pirandello lontano dalla celebrazione formale, concentrato invece sugli aspetti più fragili e complessi della sua vita privata.
L’opera affronta anche temi complessi come la cultura patriarcale, la gelosia patologica e la fragilità mentale, mantenendo però un linguaggio diretto e accessibile al pubblico.
Sul palco, Viviana Lombardo, Rosanna Mercurio e Anton Giulio Pandolfo hanno dato voce a un testo che intreccia memoria, conflitto e identità, conducendo il pubblico verso un finale segnato dal tema della riconciliazione.
La rappresentazione ha proposto una riflessione sulle dinamiche umane e familiari che attraversano l’universo pirandelliano, restituendo una lettura più vicina alla dimensione privata dell’autore. Il numeroso pubblico presente al Teatro Don Bosco Ranchibile ha confermato l’interesse della città verso iniziative culturali capaci di coniugare teatro, memoria e approfondimento letterario.
Denise Catalano per Referencepost (Foto di Carlo Guidotti)






