Un compleanno d’eccezione è quello che il Festival di Morgana festeggia nel 2025: 50 anni di successi, di spettacoli, incontri e cultura.

In mezzo secolo di vita, unitamente al Museo Internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, hanno solcato le tavole dei piccoli, ma tanto articolati palcoscenici, una moltitudine di marionette, burattini, ombre, sagome, fino ai classici paladini, i pupi, che tra suoni, rumori, cunti e canti, rappresentano la nostra tradizione più radicata e incancellabile, capace di tramandare oralmente e artisticamente, la storia e le storie, la Sicilia e tutte le Sicilie possibili, attraverso la narrazione di antiche e nuove vicende, spesso parafrasi e simbolo di cronache contemporanee.

La manifestazione è stata inaugurata dal sindaco Roberto Lagalla, dal vicesindaco Giampiero Cannella, dal direttore del Museo delle marionette Rosario Perricone, e dall’ambasciatore della Repubblica Indonesiana in Italia Junimart Girsang.

Un ricchissimo e articolato programma ha reso memorabile questo irripetibile compleanno che, nel suo palinsesto ha visto la partecipazione di compagnie provenienti dalla Cina, dall’Indonesia, dalla Spagna fino alle nostrane di Catania e Palermo.

Domenica 16 novembre, alle 17.00, è andato in scena lo spettacolo di Opera dei pupi e cantastorie “A Sicilia camina firmato da di Ignazio Buttitta su una coproduzione del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, dalla Fondazione Ignazio Buttitta e dall’Associazione culturale e teatrale Carlo Magno.

Dopo la lettura di un messaggio del direttore del Museo Rosario Perricone, ecco che va in scena un protagonista di quest’antica arte teatrale, il puparo Enzo Mancuso, erede di una tradizione familiare di pupari che ha fatto la storia della nostra terra. Proprietari di quest’opera scritta da Ignazio Buttitta, la famiglia Mancuso ha donato questo testo proprio alla Fondazione Buttitta e adesso ne è stato tratto uno spettacolo incantevole, capace di trasmetterci, mediante le più antiche maschere della nostra commedia dell’arte, gli accadimenti della nostra terra di un secolo e più di storia.

Dai Borbone a Garibaldi, dall’Unità d’Italia alla Democrazia Cristiana e all’avvento delle lotte sociali, in un paese che cambia senza mai trasformarsi completamente, tra antichi e nuovi tumulti, rabbie, speranze.

I canti sono stati eseguito da Paolo Zarcone che ha emozionato il pubblico sulle note di “I pirati a Palermo”, “A mafia” e “Il treno del sole”.

Tra le qualificate presenze tra il pubblico anche la pluripremiata scrittrice Denise Catalano che proprio sulle antiche tradizioni e sugli antichi miti di Sicilia ha scritto la prefazione al volume “Pagine di Sicilia. Miti e novelle” di Antonella Colonna Vilasi (Edizioni Ex Libris, 205), unitamente al racconto “Ci siamo letti prima di amarci”, vincitore del Premio letterario “L’approdo narrativo” e del Premio Internazionale “Mondello Aurea maris”.

Ecco cosa ha detto Denise Catalano: “Un pomeriggio di pura magia, dove l’Opera dei Pupi trascende il tempo e lo spazio, regalandoci un viaggio incantevole tra amore e mito. Ogni filo e ogni movimento racconta una storia che non smette di emozionare. Semplicemente un tesoro da custodire”.

Alla fine dello spettacolo abbiamo intervistato Enzo Mancuso: “Lo spettacolo di oggi era uno spettacolo girovago per propaganda contro la Democrazia Cristiana per promuovere il comunismo dei lavoratori e dei contadini. La firma è di Ignazio Buttitta che ha scritto tanto sulle verità della Sicilia dell’entroterra. Quando ho ritrovato questo testo l’ho voluto donare alla Fondazione Buttitta perché l’ho ritenuto corretto in quanto non lo conoscevano nemmeno. Una grande testimonianza che rientra nella filosofia del puparo che era il giornalista dell’epoca cioè colui che divulgava le notizie in maniera coinvolgente e appassionata prima dell’arrivo della televisione. Grazie ai cantastorie conosciamo le storie di Colapesce, della Baronessa di Carini, del bandito Salvatore Giuliano, parallelamente alle saghe classiche di Orlando e Rinaldo. Oggi la tradizione è ancora viva grazie alla collaborazione delle scuole e alla presenza forte di molti bambini che partecipano appassionati spesso a fianco dei nonni”.

Volge al termine questa ricca e coinvolgente edizione del cinquantenario del Festival di Morgana che, tra gli spettacoli, offre anche la possibilità di ammirare una mostra di dipinti su vetro provenienti dall’Indonesia.

Un luogo magico che coinvolge, incanta e fa sognare.

Carlo Guidotti per Referencepost

Di Carlo Guidotti

Scrittore, editore, giornalista. Tessera preziosa del "Mosaico Palermo"