Nelle eleganti sale di “Interno 65 – Spazio contemporaneo”, a Palermo in via XX settembre 65, il 14 novembre scorso, è stata inaugurata la mostra “L’Azzurro dentro. Atlante della leggerezza”, un’esposizione di 21dipinti inediti dell’artista Pupi Fuschi, curata da Laura Francesca Di Trapani.
Il progetto, sostenuto dall’Associazione Stupendamente APS, propone al pubblico oli e acquerelli in cui l’azzurro predominante si fonde con l’essenzialità della figura umana, prevalentemente femminile, che nella sua stasi, ma soprattutto nella sua dinamicità, esprime ogni peculiarità caratteriale ed espressiva.
Sguardi, spalle, profili, ma soprattutto corpi spesso inscritti in tonde figure geometriche che nella loro limpidezza cromatica, ben esaltano le espressioni e i caratteri somatici e psicologici, talvolta sospesi, volteggianti, impegnati in un tuffo onirico o adagiati e impegnati in attimi di osservazione e riflessione, in compagnia degli immancabili volatili, protagonisti paralleli di ogni opera.
Abbiamo intervistato Pupi Fuschi: “La mostra è cominciata esattamente un anno fa, lavorando mese per mese; il concetto fondamentale è quello dell’azzurro come metafora esistenziale. Ad esempio la metafora del tuffo non è un tema nuovo però la mia metafora è nata da una riflessione personale sulle coppie, sull’amore e sull’evoluzione delle scelte personali. Nei miei quadri vi è uno stile minimale, non arricchito con orpelli arredativi. Protagonista, insieme ai corpi è l’azzurro che è la metafora delle profondità e delle sensazioni felici; poi vi sono i cerchi, che simboleggiano un po’ la staticità, e il movimento, rappresentato dagli uccellini”.
Scrive la curatrice Laura Francesca Di Trapani: “Il titolo, altamente evocativo, ci proietta all’interno di un universo personale e pittorico, in cui il colore azzurro diviene fluido narrativo. Colore associato alla spiritualità e alla meditazione, considerato da Kandinskij “il colore del cielo, che richiama l’uomo verso l’infinito”, in questi lavori si espande divenendo spazio interiore. Così le figure sospese, le geometrie, i tuffi mai compiuti, le coppie, i silenzi, sono tutti attraversati da questo azzurro, immersi in questa sostanza dove il tempo è fermo, dove il focus è sull’istante prima, su quell’attimo invisibile, su quell’azzurro che scava in profondità, abitandoci. Fondi monocromi, azzurri assoluti creano luoghi pittorici senza gravità, amplificando il senso di immaterialità e di precarietà. In questo tempo oscillante siamo spettatori ipnotizzati davanti a quell’attimo invisibile che contiene la promessa e il rischio di ciò che accadrà”.
Poi la curatrice Di Trapani ha detto: “La mostra nasce qualche mese fa quando rimasi affascinata da questi dipinti di Pupi Fuschi. Da allora l’ho incitata a creare questa esposizione, lavorando insieme e concependo le opere proprio per questi spazi. Quindi “L’Azzurro dentro” non è un’esposizione di quadri già esistenti, ma realizzati proprio per questo spazio, pensando anche ai formati e alle dimensioni. Quella di Pupi è una pittura stratificata in termini di simbologia e contenuti, è una pittura esistenziale, in quanto bisogna andare oltre, oltre la bellezza estetica che è il primo punto che ci colpisce, perché c’è un retropensiero e una cultura in questi quadri che è frutto della sua formazione. In questi lavori è preponderante l’aspetto surrealista, visibile ad esempio nella presenza degli uccellini o dei tuffatori onirici che lasciano spazio all’immaginazione e alla lettura che un fruitore può dare; e questo secondo me un aspetto assolutamente importante e interessante. Con Pupi avevamo già realizzato una residenza d’artista nel Monferrato che ho curato sulla poetessa polacca Wisława Szymborska, Premio Nobel per la letteratura nel 1996, in cui Pupi Fuschi aveva realizzato un ritratto”.
“L’Azzurro dentro”, una mostra che dona al visitatore il sapore dell’impegnata leggerezza tra figure sospese tra fragili geometrie, in cerca di un attimo in cui ogni attimo si possa tingere di azzurro.
Carlo Guidotti per Referencepost






