È stato presentato oggi negli Appartamenti reali del Palazzo reale di Palermo il capolavoro marmoreo Cristo Risorto Portacroce Giustiniani di Michelangelo.
L’esposizione è stata ideata e organizzata dalla Fondazione Federico II e consegna a Palermo, direttamente da Osaka, l’opera scultorea del divino Maestro fino al 30 aprile 2026.
Il Cristo, attribuito a Michelangelo nel 2001, appare sublime, radioso e imponente al tempo stesso; la caratteristica principale è la presenza di una sottile venatura scura che il marmo bianchissimo di Carrara ha donato proprio sul volto.
Tale nota fu vista come un’imperdonabile imperfezione del marmo a tal punto che Michelangelo preferì non portare a termine la maestosa opera donandola allo commettente, Metello Vari tra il 1519 e il 1521, in cambio di un puledro. Il Vari collocò il Cristo nel giardino della propria residenza romana.
Nel 1607 la scultura incompleta fu acquistata dal marchese Vincenzo Giustiniani che la fece completare da uno scultore di sua fiducia la cui identità, secondo fonti accreditate, sembrerebbe essere quella di Gian Lorenzo Bernini, donando così al capolavoro due diverse anime che si completano e arricchiscono a vicenda, quella rinascimentale e quella barocca.
L’esposizione è stata realizzata con il supporto dell’Assemblea Regionale Siciliana, il Monastero San Vincenzo Martire – Monaci Benedettini Silvestrini, il Ministero per la tutela del Patrimonio culturale (DIT Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Servizio IV Circolazione), la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale.
Carlo Guidotti per Referencepost (foto di Carlo Guidotti e Valentina Costanzo)










