Approfondito l’ultimo mistero letterario legato a “Le avventure di Pinocchio” – Ne discute lo studioso Massimo Bonura

Un’importante approfondimento letterario si inserisce nel panorama culturale del 2021: Lo studioso Massimo Bonura ha infatti discusso su quello è considerato forse come l’ultimo mistero intorno al libro Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi. Nel brano in cui l’omino del carro porta Pinocchio nel Paese dei Balocchi, il primo canticchia la canzone «Tutti la notte dormonoE io non dormo mai», riportata anche nel romanzo collodiano Minuzzolo (1877) e nel romanzo L’eredità (1889) del toscano Mario Pratesi. Su questo brano musicale sembra aleggiare un mistero sulle sue origini: l’unica cosa certa era che la canzone era imparentata con la napoletana Te vojo bene assaje. «La ritroveremo mai?», recitava un commento dell’italianista Fernando Tempesti nell’edizione del romanzo: sembrerebbe essere stata reperita col titolo Bocchin mio di zucchero; il brano è stato trovato in un vecchio canzoniere ottocentesco curato da Adriano Salani.

Si tratta dunque di poter analizzare con maggiore profondità quello che è considerato come uno dei migliori romanzi per ragazzi di sempre e di sciogliere un mistero che perdurava da diversi decenni.

L’approfondimento è stato pubblicato di recente sulla rivista «Letteratura & Società» n. 69 (Pellegrini editore), nell’articolo di Bonura dal titolo Personaggi e transmedialità letteraria in Pinocchio: alcuni casi nel cinema animato e nel fumetto. Per l’accoglienza nella rivista, una delle più importanti del settore, Bonura ringrazia i direttori Tommaso Scappaticci e Antonio D’Elia.

La citazione di Tempesti (la ritroveremo mai?) è reperibile in C. Collodi, Pinocchio, a cura di F. Tempesti, disegni di Igort, Feltrinelli, Milano 2014, p. 222.

Massimo Bonura che ha esperienze didattiche con la prestigiosa scuola Istituto Maria SS.MA del Rosario (Palermo), è un giovane dottorando di ricerca presso l’Università telematica eCampus e docente, e ha pubblicato con Ex Libris diversi libri: Il fumetto come Arte e altri saggi e il fumetto De Bello Philosophorum (con T. Sardina e E. Vitrano). Tra le altre pubblicazioni si segnala Cinema, vignette e baionette (Palermo University Press).