Intitolato a Giuseppe Insalaco il presidio veterinario di Palermo

È stato intitolato, lo scorso 18 marzo, al Sindaco antimafia e animalista Giuseppe Insalaco, il Presidio sanitario veterinario di Palermo; su richiesta dello scrittore e animalista Renzo Conti, la struttura di via Tiro a Segno reca adesso all’ingresso una targa in memoria del primo cittadino del capoluogo siciliano, Sindaco per soli tre mesi nell’aprile del 1984; fu ucciso, per mano mafiosa, nel gennaio del 1988.
Tra i presenti alla cerimonia di intitolazione il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, gli assessori Leopoldo Piampiano e Mario Zito, Luca Insalaco ed Ernesta Insalaco, primogenita dell’ex Sindaco che ha espresso la sua più profonda gratitudine affinché il nome del padre possa essere ricordato per le sue iniziative volte alla valorizzazione della vita, che sembrano essere ancora più vive ed attuali proprio in considerazione del particolare momento storico che stiamo vivendo.

Tra gli intervenuti anche l’ing. Renzo Conti, scrittore, animalista e presidente dell’associazione “Felici nella coda”, che quotidianamente si occupa del recupero e della salvaguardia dei piccoli e più sfortunati amici a quattro zampe, spesso abbandonati ad un crudele destino.
La richiesta di intitolare questo presidio veterinario ad Insalaco nasce proprio da una proposta di Conti che, dopo i suoi due romanzi, nei quali emergono con forza le problematiche legate al mondo della famiglia e al mondo degli animali maltrattati o abbandonati, ha risvegliato la memoria proprio di quel Sindaco che, nella Palermo degli anni ’80, anticipò i temi legati al randagismo, all’abbandono, alla proibizione della vivisezione e della cruenta uccisione dei cani catturati per le strade, tutti temi che costituiranno, di lì a breve, il corpus giuridico della legge 281/91.

Temi già affrontati da Renzo Conti nel romanzo “I figli in prestito” (Edizioni Ex Libris, 2017) e approfonditi nel romanzo “Il volto delle streghe” (Edizioni Ex Libris, 2019) che l’autore dedica proprio a Giuseppe Insalaco.
“Quando iniziai a scrivere ciò che sarebbe diventato ‘Il volto delle streghe’, non conoscevo la storia del Sindaco Insalaco e di quei 100 giorni di mandato, né di quell’ordinanza innovativa del 1984 che vietò l’uccisione dei randagi, ancor prima della legge nazionale del 1991. Fiero di aver messo a conoscenza l’attuale amministrazione comunale di un passato dimenticato; felice per aver contribuito nel ricordare un uomo che prima di tutti è riuscito a dare pari dignità a uomini e animali” ha detto a Referencepost Renzo Conti, il quale ha ricordato: “L’iniziativa di ricordare il Sindaco Insalaco è nata da me, l’ho proposta al Consigliere Giulio Cusumano, il quale aveva scritto la prefazione del romanzo, e grazie a quest’ultimo abbiamo parlato con il Sindaco Orlando. Successivamente abbiamo concordato i dettagli in un incontro con l’assessore Piampiano, in presenza dei figli Ernesta e Luca Insalaco, del consigliere Giulio Cusumano e dell’assessore Mario Zito, tra le persone che hanno reso possibile quanto poi realmente accaduto”.
In attesa dell’apertura ufficiale della struttura, questa intitolazione, avvenuta proprio nella Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid 19, è un grande segnale di rispetto di una porzione della nostra storia da ricordare e da approfondire, in onore di quanti hanno donato se stessi per la giustizia e il bene della vita. Così ha concluso Renzo Conti: “La famiglia Insalaco è rimasta entusiasta dalla mia proposta visto che per 33 anni l’uomo Insalaco è stato dimenticato da tanti, così come è stato apprezzato che il romanzo è stato dedicato alla memoria del Sindaco. Colgo, inoltre, l’occasione per ringraziare pubblicamente i figli Ernesta e Luca, che mi hanno seguito in diverse presentazioni del libro “Il volto delle streghe”.

Carlo Guidotti per Referencepost