Blitz della Squadra Mobile, colpita la famiglia mafiosa di Carini

Sono nove le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta del pool antimafia coordinato dal procuratore Franceco Lo Voi e dall’aggiunto Salvatore De Luca

I poliziotti della Squadra Mobile di Palermo, coordinati da Rodolfo Ruperti, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip presso il Tribunale di Palermo, hanno arrestato nove persone accusati, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini spaccio. In carcere finiscono nomi vecchi e nuovi delle famiglie, emersi nelle parole degli ultimi collaboratori di giustizia, ma anche in una lunga serie di intercettazioni. Il capo della famiglia di Carini si chiama Antonino Di Maggio, il suo nome era già emerso tre anni fa nell’indagine che aveva portato all’arresto di Alessandro Bono, l’insospettabile titolare di un’agenzia di pompe funebri di Carini che gestiva un traffico internazionale di stupefacenti con i narcos colombiani. Già allora Bono era parte degli affari del clan, insieme progettavano di fare arrivare un veliero carico di cocaina sulle coste siciliane. Cosa nostra prova a rilanciare le sue attività criminali e Carini resta un crocevia della droga.

Lo scorso anno, la Squadra Mobile, grazie alle indagini della sezione Criminalità organizzata dirette da Gianfranco Minissale, gli investigatori bloccarono un maxi carico di hashish proprio in quel territorio, nella zona industriale. Fu fermato un autoarticolato, guidato da un napoletano, sul quale furono sequestrati dieci chili di cocaina. A fare da staffetta al camion, c’erano i titolari di una società di lavorazione di calcestruzzi, che nascondevano nella loro villa un carico ancora più grande, 1.470 chili di hashish, sistemati in 49 confezioni da 30 chili ciascuno. Si trattò del più grande sequestro di hashish dagli anni Ottanta, la droga avrebbe fruttato otto milioni di euro. E un altro milione e mezzo sarebbe arrivato dalla cocaina. Un affare gestito dalle cosche che, con gli arresti di oggi, ricevono un ulteriore colpo.

(Ro.G.)