In ricordo di Rocco Dicillo, ucciso dal potere politico-mafioso il 23 maggio 1992

Rocco Dicillo viaggiava sul sedile posteriore della prima delle tre Croma blindate. Al volante c’era Vito Schifani e, seduto al suo fianco, Antonio Montinaro, La loro auto fu quella investita con maggior violenza dalla deflagrazione e fu sbalzata decine di metri oltre il manto stradale

Era nato a Triggiano, in provincia di Bari, il 13 aprile 1962. Rocco Dicillo aveva trent’anni ed era un uomo bellissimo, con gli occhi azzurri e barba scura. In quel periodo nel maggio del 1992, non era assegnato regolarmente alla scorta del dottor Falcone ma, di solito, proteggeva padre Ennio Pintacuda, il sacerdote che avrebbe dovuto celebrare il 20 luglio 1992 il matrimonio tra Rocco e Alba Terrasi, la sua fidanzata. Diplomato in chimica industriale e arruolato dall’88. Aveva partecipato ad un corso speciale ad Abbasanta in Sardegna. Con altri uomini della scorta, il 21 giugno del 1989, aveva sventato il primo attentato alla vita di Giovanni Falcone, scoprendo una borsa di esplosivo lasciata nella spiaggetta della villetta affittata dal magistrato all’Addaura, località nei pressi di Palermo.

Rocco Dicillo viaggiava sul sedile posteriore della prima delle tre Croma blindate. Al volante c’era Vito Schifani e, seduto al suo fianco, Antonio Montinaro, La loro auto fu quella investita con maggior violenza dalla deflagrazione e fu sbalzata decine di metri oltre il manto stradale.

Roberto Greco per referencepost.it