‘Ndrangheta al nord, interdittiva antimafia per imprenditore legato a Francesco Piserà

Il prefetto di Verona ha firmato il provvedimento a carico di Dino Grandi, secondo gli investigatori è “fiduciario del tropeano Piserà, contiguo ai Mancuso, ai La Rosa e ai Piromalli-Molè”

Il prefetto di Verona ha emesso un provvedimento di interdittiva antimafia nei confronti di Dino Grandi, originario di Bolzano e residente a Castagnaro (Verona), nel quadro di una procedura attivata dal Comune di Fratta Polesine (Rovigo) attraverso la Banca dati nazionale antimafia ai fini del rilascio di una autorizzazione amministrativa. Dalle indagini antimafia è emerso che Grandi è inserito a pieno titolo, con ruoli di fiduciario, in diverse attività economiche legate direttamente o indirettamente a Francesco Piserà e a suoi prestanome. In particolare la posizione di Grandi è emersa nell’ambito dei procedimenti che hanno portato all’adozione di precedenti misure di prevenzione antimafia nei confronti di società e attività economiche nel settore turistico alberghiero riferite a Piserà, sorvegliato speciale e ritenuto dagli inquirenti vicino ai Mancuso di Limbadi e in stretti rapporti con i Piromalli ed i Molè di Gioia Tauro, e ai La Rosa di Tropea. In particolare si tratta delle interdittive del 26 novembre 2015 nei confronti sempre di Piserà e della società Gfa con sede a Bardolino (Verona), di quella del 17 febbraio 2016 nei confronti di Gabriele Piserà (figlio di Francesco) e di quella del 5 dicembre 2017 di Niculae Andreea Georgiana. Grandi è risultato inserito in vari contesti con funzione meramente strumentale ed a fini elusivi della normativa antimafia. Grandi, trovato varie volte assieme a Francesco e Gabriele Piserà, figurava, di volta in volta, dipendente, autista, collaboratore, addetto agli acquisti, in relazione ad attività economiche nel Bresciano, nel Veronese e in Toscana. Gli elementi raccolti, secondo la Prefettura, integrano un quadro idoneo ad esprimere un giudizio di permeabilità rispetto all’infiltrazione della criminalità organizzata.

Fonte: ilvibonese.it