25 aprile 1969, esplode la bomba alla Fiera di Milano

Le indagini vengono affidate ad un giovane vice dirigente dell’Ufficio politico, il dottor Luigi Calabresi. Si dirigono verso il mondo anarchico anche se l’episodio, in se, non sembra destare più di tanto allarme

Sono passate da pochi minuti le 19:00. Siamo a Milano. Gli uffici della Fiera Campionaria sono già chiusi. All’improvviso un’esplosione scuote le vie attorno alla Fiera. Si tratta di un ordigno, fatto brillare nello stand della Fiat, che provoca una ventina di feriti ma, per fortuna, nessun morto. Le indagini vengono affidate ad un giovane vice dirigente dell’Ufficio politico, il dottor Luigi Calabresi. Si dirigono verso il mondo anarchico anche se l’episodio, in se, non sembra destare più di tanto allarme. Le paure del Paese in quel periodo sono rivolte verso il nord Italia, nello specifico nell’Alto Adige, dove terroristi sudtirolesi colpiscono il territorio con attentati a caserme dei Carabinieri e tralicci dell’alta tensione. Sarà l’inizio di una delle stagioni più buie per l’Italia, gli “anni di piombo”, costellati da agguati e attentati con centinaia di morti e migliaia di feriti. Con Milano spesso epicentro, a partire dalla strage di piazza Fontana, che si consumerà il 12 dicembre dello stesso anno.

Siamo alla fine degli anni Sessanta. Il Paese è scosso da un’ondata di contestazioni operaie e studentesche. Fabbriche e università vengono occupate a ritmo quasi quotidiano. Scioperi e manifestazioni si susseguono e, spesso, terminano in duri scontri con le forze dell’ordine. All’inizio del 1969 si cominciano a contare i primi morti. Il 27 febbraio, la visita del presidente americano Richard Nixon scatena violenti incidenti che portano alla morte di uno studente di 24 anni. Il 9 aprile ancora disordini a Battipaglia durante uno sciopero e la polizia apre il fuoco uccidendo due persone e ferendone oltre 200. La bomba allo stand della Fiat, all’interno della Fiera Campionaria, provoca 19 feriti. Al non ancora trentenne Luigi Calabresi, vengono affidate le indagini. Calabresi indirizza subito le sue attenzioni verso i circoli anarchici, nonostante la data del 25 aprile lasci pensare ad altre ipotesi, e viene accusato di svolgere indagini a senso unico. Arrivato da poco a Milano, era stato aggregato all’Ufficio Politico e incaricato, in particolare, di seguire gli ambienti estremisti di sinistra. L’indagine di Calabresi porta all’arresto di quindici persone che facevano riferimento all’area della sinistra extraparlamentare. Rimasero in carcere per sette mesi prima di essere scarcerate per mancanza d’indizi. I veri colpevoli saranno individuati, e condannati, qualche anno dopo. Si tratta dei neofascisti Franco Freda e Giovanni Ventura, coinvolti anche nelle indagini per la strage di piazza Fontana.

Roberto Greco per referencepost.it