Il Dl “sblocca cantieri” apre gli appalti per la ricostruzione alla criminalità organizzata

Si potranno assegnare i bandi anche alle imprese non iscritte al registro antimafia

“Il governo giallo-nero ha inserito all’art. 13 comma 3 del DL “Sblocca cantieri“, pubblicato qualche giorno fa in Gazzetta Ufficiale, una norma che rischia di favorire la penetrazione della criminalita’ organizzata nell’assegnazione dei fondi per la ricostruzione delle opere pubbliche”. Questa la denuncia del coordinatore nazionale dei Verdi ed esponente di Europa Verde Angelo Bonelli.
“L’art. 13 disciplina i finanziamenti per la ricostruzione delle opere pubbliche, infrastrutture, civili e religiose, o interventi di messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico che potranno essere decisi dai commissari di governo bypassando le norme sull’antimafia, prevedendo che le societa’ che possono concorrere all’aggiudicazione dei lavori siano quelle che, in assenza di societa’ iscritte all’anagrafe antimafia, hanno presentato la sola domanda d’iscrizione alla suddetta anagrafe e non a quelle iscritte”. “Una differenza sostanziale – continua l’esponente dei Verdi – che rischia di aprire alla criminalita’ organizzata agli appalti per i lavori della ricostruzione”.
L’art.13 del decreto “Sblocca cantieri”, spiega Bonelli, “modifica il comma 6 dell’art. 30 del dl 189/2016 che prevede che ‘gli operatori economici interessati a partecipare, a qualunque titolo e per qualsiasi attivita’, agli interventi di ricostruzione, pubblica e privata, devono essere iscritti, a domanda, in un apposito elenco, tenuto dalla Struttura e denominato Anagrafe antimafia degli esecutori’. Questo articolo rischia di aprire un’autostrada ad organizzazioni criminali che vorranno gestire i finanziamenti dello Stato perche’ in questo modo potranno partecipare anche quelle societa’ che non sono iscritte all’anagrafe antimafia. Spero vivamente che il governo possa correggere questa norma”, conclude Bonelli.

Fonte: dire.it