“Il prossimo a morire sei tu”. Nuove minacce a Paolo Borrometi

Nuove minacce per il giornalista, direttore de Laspia.it, presidente di Articolo 21 e giornalista di TV2000

Paolo Borrometi vive sotto scorta da cinque anni, ha un’infinità di processi per minacce di morte. Molti boss sono stati condannati e vive con una menomazione alla spalla dopo una vile aggressione e l’anno scorso, per il Gip di Catania, i boss “stavano organizzando una eclatante azione omicidiaria”. Si trattava di un attentato per lui e per la sua scorta: avrebbero dovuto saltare in aria con un’autobomba.
Ieri, Paolo Borrometi ha scritto della morte di un boss di Comiso, Mario Campailla. Questo boss, appena due anni fa, era stato arrestato dalla Polizia di stato, dopo diverse condanne per mafia, perché diceva alle vittime delle sue estorsioni: “ti ammazzo, poi mi siedo sul tuo corpo”.
Mario Campailla era già stato condannato per mafia e per la Dia e la Direzione Nazionale Antimafia era il capomafia di Comiso.
Borrometi ha scritto la notizia della morte, affermando nella parte finale dell’articolo, che “La Questura di Ragusa dovrà, adesso, verificare la fattibilità dei Funerali, visti i precedenti per mafia di Campailla”. In altri casi, in tutta Italia, i funerali sono stati vietati. Questo ha fatto innescare di nuovo la miccia delle minacceche sono arrivate, pubblicamente, da familiari, amici e sodali del boss.
Sul giornale online che dirige, Laspia.it, Borrometi cita uno dei messaggi che gli sono stati inviati:

“Borrometi vi auguro la miglior morte per voi figli di buttana. Sei solo un verme viscido schifoso. Borrometi il prossimo sei tu a morire.
Borrometi di merda mio padre se ne andrà orgoglioso e i funerali si faranno tu non rompere la minghia.
Sei un giornalista di merda..brutto bastardo schifoso…infame..
Pezzi di merda che non siete altro che persone schifose che siete non avete rispetto ne di lui ke ora riposa tra gli angeli xk era una xsona meravigliosa e ne della famiglia..tutti venite al funerale e non vi nascondete dietro a un tel che vi mandiamo a uno a uno o cimiteru bastardi ca non siti autri carognuni di merda ca siti sulu pizzenti
“.