Sicilia e Malta – Diario di un viaggio

da sx l'Ambasciatrice Italiana a Malta Vanessa Frazier, i responsabili del Club Amici Italia Malta. Sara Favarò e Giulio Cusumano_copertina

Il 2018 ha visto la proclamazione delle capitali di due grandi isole, Palermo per la Sicilia e La Valletta per Malta, quali Capitali della Cultura, la prima per l’Italia e la seconda per l’Europa.
Due luoghi che vantano percorsi storici e culturali comuni.
I primi abitanti dell’isola maltese arrivarono dalla Sicilia intorno al 5200 a.C. Dopo la comune dominazione araba, nel 1091, Malta è entrata a far parte del Regno di Sicilia.

Adrian Delia, capo dell’opposizione maltese, con Sara Favarò e il suo testo CARAVAGGIO
da sx l’Ambasciatrice Italiana a Malta Vanessa Frazier, i responsabili del Club Amici Italia Malta. Sara Favarò e Giulio Cusumano
fontana di Villa Bologna

I regnanti, nel 1530, la concessero in affitto ai Cavalieri Ospitalieri. Il Vicerè di Sicilia ricopriva l’incarico di Conte di Malta. Le incursioni napoleone segnarono la fine del governo dei Cavalieri. Il legittimo soprano dell’Isola Re Ferdinando, re di Sicilia e di Napoli, liberò Malta dal dominio francese, con l’aiuto degli inglesi, ma il Congresso di Vienna, nel 1814, dichiarò l’arcipelago maltese possedimento inglese, estromettendo così il Re Borbone.
Una storia che unisce Sicilia e Malta per più di settecento anni.
Sarà forse anche per questo che, durante la mia visita all’arcipelago maltese, non mi sono sentita una straniera, specie quando leggevo alcune insegne in siciliano come tiatru per indicare: teatro
Sono partita da Palermo il 12 aprile con un gruppo di artisti e di rappresentati di associazioni palermitane guidati e coordinati dal consigliere comunale Giulio Cusumano e dal presidente della Federteatri Sicilia, Francesco Giacalone.
Quattro giorni di incontri culturali, sociali, religiosi e spettacoli, nel nome dello scambio culturale autentico che è conoscenza, arricchimento, dono di sé.
Ho avuto il piacere di esibirmi, cantando e recitando, a Floriana e a Gozo con il gruppo dei “Ditirammu” guidati da Elisa Parrinello e, a giudicare dagli applausi e dal totale coinvolgimento del pubblico ed anche delle autorità presenti, sono sicura che siamo riusciti nell’intento che ci eravamo prefissi: riportare parte di quel patrimonio di cultura immateriale che, un tempo, era patrimonio comune.

Giardino Villa Bologna
Gruppo palermitano a Gozo
il Ministro Deo Debattista regge il libro VIVA PALERMO E SANTA ROSALIA con l’autrice Sara Favarò

Sono stati tanti gli incontri con gli esponenti della politica maltese ad incominciare dal Presidente della Repubblica Marie Louise Coleiro Preca, la più giovane capo di stato maltese, seconda donna ad assumere tale carica dopo Agatha Barbara.
La Presidente ha accolto la delegazione palermitana con grande entusiasmo e, scusate la nota personale, ha gradito molto il mio poema e monologo teatrale “Caravaggio”, che mostra sorridente nella foto che la ritrae con il consigliere Giulio Cusumano. Stesso gradimento ha mostrato il capo dell’opposizione, con me nella foto, Adrian Delia.
Fautore degli incontri culturali è anche il Ministro maltese Deo Debattista, segretario parlamentare per la tutela dei consumatori e La Valletta 2018 presso il ministero della giustizia, della cultura e degli enti locali.
Lui e il primo Ministro di Gozo, Justine Caruana, che è anche Ministro alla Cultura, a febbraio, erano stati a Palermo. Avevano incontrato artisti, artigiani, imprenditori, associazioni e il Sindaco Leoluca Orlando. Durante la loro visita hanno assistito alla performance del mio “Caravaggio” che io stessa ho recitato al Teatro dello “Spasimo” accompagnata dall’arpista Antonella Calandra.
Vanessa Frazier, ambasciatrice straordinario e plenipotenziario di Malta, la sera stessa del nostro arrivo a Malta, ha voluto condividere con noi la cena con autentico spirito di accoglienza.

Marie Louise Coleiro Preca, Presidente della Repubblica di Malta, tiene in mano il libro di Sara Favarò CARAVAGGIO. con lei Giulio Cusumano, consigliere comunale di Palermo.
Palermo, Ridotto dello Spasimo. la delegazione maltese sale sul palco dopo la rappresentazione di Sara Favarò, CARAVAGGIO
Sara Favarò canta a Malta

Dovunque ho incontrato italiani, ma la nostra lingua non è molto diffusa. Tutti si esprimono in inglese. La guida turistica maltese che ha accompagnato me e altre due giornaliste, Lucia Vincenti e Anna Cane, in un tour dell’Isola parla in inglese. Tento di fare riemergere le mie reminiscenze linguistiche apprese a scuola, ma devo arrendermi. Riesco a comprendere meno della metà di quello che dice e le chiedo di parlare in italiano, lei sorride e mi avverte che il suo italiano non è perfetto, ma non è così. Si esprime bene. Mi informo se gli studenti studiano l’italiano e lei ci spiega che possono scegliere la nostra lingua tra il novero di quelle straniere. Lei, però, non l’ha imparata a scuola. La sua maestra è stata la televisione della RAI. “Devo ringraziare Cristina D’Avena se ho imparato ad amare e comprendere l’italiano. Le sue canzoni hanno accompagnato la mia infanzia. Le conosco tutte così come i cartoni animati.”

Con la guida ci rechiamo ad Attard per visitare una villa in stile barocco con un grande giardino: Villa Bologna. Villa donata da Fabrizio Grech, nel 1745, come regalo di nozze alla figlia Maria Teresa che si era unita in matrimonio con Nicola Perdicomati Bologna. Chi ci guida nei giardini in stile italo-inglese, colmo di piante provenienti da ogni parte del globo, è Gerald de Trafford, nipote di Lord Strickland. Ci mette a nostro agio e ci conduce per la villa, ma è costretto a lasciarci presto. Deve intervistare una giovane coppia che vuole in affitto la villa per il rinfresco del loro matrimonio e lui, ci spiega la guida, è molto selettivo nella scelta.
Uscendo da villa Bologna, che si trova in San Anton Street, dall’altra parte della strada un’altra meraviglia ci attende: il Palazzo Presidenziale di San Anton, residenza del Presidente della Repubblica.
Dopo avere goduto dei profumi e della bellezza di centinai di fiori, risaliamo sul taxi per una nuova destinazione: Rabat.
Lì abbiamo incontrato Stefanie Borg, una pittrice che ama dipingere i particolari del “bello” con la china. Ha un sorriso pieno di luce. Non parla l’italiano, ma le sue opere si esprimono per lei.

Malta è splendida per le bellezze naturali, monumentali, architettoniche, le chiese, i castelli, i palazzi, il mare, le strade, le persone che ho avuto il piacere di incontrare – dalle più alte cariche istituzionali alla gente per le strade – ma due macchie di inchiostro nero imbrattano il foglio variopinto dei miei ricordi.
A Malta vivono tantissimi italiani e di conseguenza è facile incontrarsi con connazionali e parlare la nostra lingua, ci sono anche i maltesi che hanno scelto di studiarla a scuola, ci sono quelli che hanno imparato l’italiano grazie alle trasmissioni televisive, c’è anche l’Ambasciata italiana a Malta e l’Ambasciatore maltese in Italia, c’è l’Istituto italiano di cultura, ma non è per niente facile trovare libri di autori italiani. La lingua dominante è l’inglese e basta entrare in una libreria per rendersi conto di quanto siano pochi i libri di scrittori italiani presenti.

Il taxi corre per la strada e mi sento un poco scombussolata dalla loro guida a sinistra, quando vengo attratta da un monumento dove campeggiano delle gigantografie di una donna. La guida per loro regolare e per noi “contromano” e quelle immagini aumentano il mio malore. Sono della giornalista Daphne Caruana Galizia. Aveva 53 anni. Era autrice di scottanti inchieste ed è stata uccisa il 16 ottobre 2017 con un’autobomba.
Delle persone sono state arrestate ma ancora non è stata fatta piena luce sull’efferato omicidio.
Sono sicura che quando sarà fatta giustizia e quando gli scrittori italiani sapranno conquistarsi un posto di rilievo nella cultura maltese, sarà allora che per me, donna, giornalista e scrittrice l’arcipelago sarà ancora più bello.

Sara Favarò