Cappadonia

“Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati”. Era il 1972 e il singolo I giardini di marzo di Lucio Battisti, da cui è tratta la strofa, era ai primi posti nella hit parade.

“Di crema, di limone o di vaniglia,//il gelato, che meraviglia!” è invece l’incipit della poesia Il gelato di Gianni Rodari, inserita ne “Il secondo libro delle filastrocche”, pubblicato da Edizioni Einaudi Ragazzi.
Certo, ai bambini il gelato piace ed è anche un sano alimento; a me, però, non è mai capitato di incontrare un adulto a cui non piacesse questo dolce, nutriente e appagante. Ciò che importa è la genuinità degli ingredienti che ne fanno un piacere per il palato e, perché no?, anche per lo spirito. Allora diciamo grazie ai maestri gelatieri, quelli veri, quelli che godono anch’essi nel preparare quelle delizie colorate che lasciano in bocca non soltanto un senso di sana freschezza ma anche il sapore del gusto che più ha appagato le nostre papille.

Non possiamo, allora, non visitare e degustare le specialità che già dal 1987 prepara per grandi e piccini Antonio Cappadonia, cerdese di nascita ma che è noto e apprezzato, nonché pluripremiato, maestro gelatiere che ha da pochi giorni riaperto la gelateria di Corso Vittorio Emanuele e inaugurato quella in Piazzetta Bagnasco, a Palermo. Tra le sue specialità , ma solo per citarne uno, il più singolare, il gusto di carciofo e offerto alla clientela solo quando è la stagione più adatta perché il palato dei buongustai è esigente e lui ne ha fatto un credo, la sua cifra, il suo motto: emozionarmi per emozionare.

Non sono mancati i successi e la sua fama ha travalicato da parecchi anni ormai i confini della Sicilia, testimoniata da importanti riconoscimenti, l’ultimo in ordine di tempo, i “Tre coni”, primo e unico assegnato all’isola dal Gambero Rosso il 21 gennaio scorso nell’ambito del Sigep di Rimini, per premiare le eccellenze del settore delle gelaterie. “Artigianalità, cultura, passione” sono quelli che lui ama definire come gli ingredienti base delle sue dolci creazioni che lo portano a cercare sempre nella materia prima la qualità nel rispetto e nella dignità dei produttori, scegliendo sempre luoghi e tempi di produzione secondo i cicli temporali dettati dalla natura.

Saranno, dunque, i limoni di Cerda, sua amata cittadina natia, la manna di Castelbuono, i gelsi di Monreale, le fragole di Marsala, il cantalupo di Licata, i fichidindia di San Cono, i petali di rosa di Damasco provenienti dal monastero della comunità di Bose (Biella) gli ingredienti base e insostituibili delle sue leccornìe.

Con il titolo: “The grandfathers of gelato”, by Mary Taylor Simeti, August 1, 2009 il Financial Times pubblicava una pagina dedicata al gelato di Antonio Cappadonia. Lo stesso articolo veniva tradotto e pubblicato il giorno seguente col titolo “Nel cuore della Sicilia tra gli artigiani del gelato”, da Il sole 24ore.

I successi ottenuti tra gli anni ’90 e la prima decade del 2000 fanno di lui un personaggio da intervistare e l’occasione non sfugge a Joe Ray per il Wall Street Journal e Faith Willinger per La Cucina Italiana (Edizione USA). Il maestro gelatiere attende i giornalisti nel laboratorio di Cerda. Nel febbraio 2009 è socio fondatore di Duciezio, associazione per la promozione e valorizzazione della tradizione dolciaria siciliana nel mondo, di cui amministratore unico è Donato Didonna. Nel 2009 riceve I complimenti dall’allora capo di Stato, Giorgio Napolitano assieme alla moglie Clio, in occasione di un pranzo ufficiale a Gibellina. Nello stesso anno riceve una benemerenza civica come “Ambasciatore ed esponente di primo piano della tradizione gelatiera siciliana”.
Ricopre la carica di direttore tecnico di Sherbeth Festival (la più importante manifestazione del gelato artigianale a livello internazionale) fin dalla sua nascita, nel 2010, e lo presenta, negli studi di “Uno Mattina”.
Grazie ad una sua proposta, il 24 marzo del 2017, in occasione della “Giornata europea del gelato artigianale”, l’Amministrazione comunale di Palermo ha intitolato la piazza interna allo “Spazio Quaroni”, in via Maqueda, a Procopio Francesco Cutò, nato a Palermo nel XVII secolo, primo ambasciatore del gelato di tradizione siciliana nel mondo, fondatore a Parigi dello storico Café-Glacier “Le Procope”, oggi monumento di Francia.
Nell’estate 2018, la rivista “Vanity Fair” l’annovera tra le 20 migliori gelaterie d’Italia, mentre “Cucina Italiana” tra le prime 10.

Teresa Di Fresco per Referencepost