UN MONDO IN SALVO – 24 tra artisti e intellettuali del secolo scorso negli scatti di Angelo Pitrone

Alberto Moravia 1986 (ph. Pitrone)

La vita, la storia, l’anima si possono raccontare in molti modi.

Angelo Pitrone, artista della fotografia, ci regala i suoi racconti in una mostra alla FAM Gallery di Agrigento. Personaggi di questa sua storia che attraversa il vissuto sono Andrea Camilleri, Leonardo Sciascia, Dacia Maraini, Alberto Moravia, Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, Ugo Attardi, Bruno Caruso, Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni, Mario Soldati, Enzo Sellerio, Simonetta Agnello Hornby e tanti altri.

Di ciascuno ha colto l’intima essenza del loro essere persona, non soltanto personaggi e tali perché famosi, ha rubato la loro essenzialità con l’occhio, anzi la lente, del suo indagare professionale e umano, rendendoci partecipi di momenti di vita e di azioni che altrimenti sarebbero rimasti segreti nel loro intimo quotidiano.

Da sempre Pitrone ha cercato al di là dell’obiettivo gli occhi, il senso dei gesti di coloro che sono stati oggetto delle sue fotografie. E sono romanzi le sue istantanee, racconti di vita nascosti nelle rughe di uno, nelle dita che battono sulla macchina da scrivere di un’altro, nella piega delle labbra ad indovinare un dolore di un altro ancora, negli occhi di chi riesce a guardare lontano.
“Un mondo in salvo” è quello che ci consegna Angelo Pitrone con le sue bianco e nero, per non togliere colore alla vita, per farci intuire, al di là di ogni filtro, la vera essenza di quelli che sono non oggetti ma soggetti catturati dal suo occhio critico e attento alla psicologia che si nasconde dietro uno sguardo, una tensione del collo, una ruga sul viso, un dito sospeso, uno sguardo perduto nel vuoto.

Il catalogo è arricchito dal testo di Salvatore Ferlita che, abile maestro, indaga con sapienza tra le pieghe dei ritratti di Pitrone, dandone una sua interpretazione e visione.

Una mostra da non perdere, quasi un album di famiglia d’altri tempi dove la familiarità con i volti e i chiaroscuri ci possono rimandare indietro agli anni in cui ci si riuniva in famiglia a sfogliare l’album dei ricordi.

Teresa Di Fresco