Quella lettera al medico dopo la mastectomia

Referencepost è lieta di riproporre un articolo scritto da Sonia Scarpante, architetto milanese ed esperta di “Scrittura terapeutica”. In campo medico viene definita come “terapia coadiuvante”, da prescrivere a fianco di quella farmacologica per il valido aiuto psicologico che fornisce al paziente. E’ una “medicina narrativa”, che vede nella parola scritta un utile farmaco, e nella scrittura un’insostituibile cura. Essa trova sempre più ampia diffusione in quanto materia di confronto ed incontro tra saperi e competenze convergenti sul soggetto.

Sonia Scarpante è presidente dell’associazione “La cura di sé” le cui attività sono elencate visitando il sito www.lacuradise.it .

Sonia Scarpante è anche autrice di diversi libri fra i quali il saggio “Non avere paura. Conoscersi per Curarsi”, un ottimo strumento di approfondimento per la cura, per chi si trova a vivere condizioni esistenziali molto difficili.

Il suo ultimo libro scientifico è “Parole evolute. Esperienze e Tecniche di scrittura terapeutica” e rappresenta al meglio la sua particolare metodologia.

Per qualsiasi approfondimento o informazione aggiuntiva Sonia Scarpante è raggiungibile scrivendo una mail all’indirizzo sonia.scarpante@fastwebnet.it .

Di seguito il testo integrale.

La sua vita è cambiata vent’anni fa. Un forte stress psicologico dovuto a problemi familiari, poi la diagnosi di tumore al seno e la conseguente operazione, pochi giorni dopo la quale Sonia Scarpante (nella foto), architetto milanese, oggi docente di corsi di scrittura terapeutica, ha «sentito l’esigenza di scrivere una lettera al mio medico, perché non ero riuscita a esprimergli fino in fondo le mie angosce legate alla malattia.

Grazie a quello scritto ho percepito un senso di leggerezza e appagamento e, allora, mi sono chiesta se non potessi fare lo stesso percorso con le persone che mi hanno accompagnato nella vita». Così la scrittura è diventata una terapia, un modo di riconciliarsi con la vita: «Attraverso essa mi sono rivista nelle varie fasi dell’esistenza, ho iniziato a elaborare e a risolvere le affettività malate, a sciogliere i nodi, soprattutto un grave senso di colpa verso la nonna paterna, con la quale il dialogo si era interrotto tempo prima che morisse in maniera tragica. La scrittura mi ha dato un nuovo senso di me».

Ecco, allora, nel 2003 l’autobiografia dal titolo Lettere ad un interlocutore reale. Il mio senso (Melusine), a cui fa seguito Mi sto aiutando (Melusine), con prefazione di Umberto Veronesi, mentre, tramite il volontariato all’Istituto Europeo di Oncologia, inizia a occuparsi di scrittura terapeutica.

L’esperienza presso l’associazione Attive come prime e quella teatrale con Le Griots sfociano, nel 2012, nella fondazione dell’Associazione La cura di sé (lacuradise.it), finalizzata a promuovere attività sociali e sanitarie rivolte a persone con disturbi psichici e fisici invalidanti e ai loro familiari allo scopo di migliorare la qualità di vita.