A Giovanni Falcone: un inedito dello scrittore marchigiano Fabio Strinati che pubblica su Referencepost una sua lirica dedicata al magistrato palermitano

Fabio Strinati, un giovane marchigiano, appassionato studioso dei fenomeni sociali legati alla mafia, alla camorra ed alla ‘ndrangheta, ha un talento letterario straordinario e ha il bene di dedicare la sua arte poetica e il frutto dei suoi studi, soprattutto alle vittime della mafia e di ogni forma di criminalità organizzata.

In occasione della ricorrenza di quel 23 maggio 1992, dove Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani risorsero a nuova e più forte vita, Referencepost ed Edizioni Ex Libris sono fieri di presentare in anteprima una poesia dedicata a Giovanni Falcone, scritta da Fabio Strinati, un valente scrittore e noto poeta, nato geograficamente lontano dalla Sicilia, ma conoscitore della sua bellezza e ricchezza e quindi sensibile anche ai problemi della nostra terra, facendoli suoi da cittadino rispettoso della Patria e dei valori che ne stanno irremovibilmente alla base.

Grazie Fabio Strinati per aver donato alla nostra redazione il tuo commovente testo, scritto in passato ma mantenuto ancora inedito, e che proposto oggi per la prima volta assume un doppio e significativo valore storico e letterario.

Carlo Guidotti per Referencepost

 

A Giovanni Falcone, Immenso ed eterno

 

Da una finestra una colomba entrò bianca

come la pace regnava nel tuo cuore,

simbolo di terra e dalla quiete sconfinata,

un’alba venne al mondo nel quartiere della Kalsa.

Giovinezza di un bambino

audace, dall’istinto fervido saggezza innata…

massimo insegnamento dalla beata culla

al mondo della guerra sanguinaria.

Anni tumultuosi, nuvole scure

e temporali sopra la Sicilia terra dalla storia

millenaria, gocce di sangue come lacrime,

dell’innocenza come una spiga debole,

fragile di una natura umana

come il genio nella mente, della giustizia pura

la conoscenza di un eroe epocale.

 

II

Cosa nostra è cosa di tutti, quando colpi

suonano nell’aria e campane

piangono a morto nelle chiese delle piazze

calde ed assolate. Occhi vedono,

orecchi ascoltano; figli distesi a terra, figli di Dio

e di una madre ch’è madre di tutti: la Natura

rigogliosa e suprema! E tu, grande uomo

che sulle tue spalle hai portato il peso

di una lotta vera, sei riuscito a spegnere

quel detonatore che non ti ha tolto alla vita

ma che nell’aria quando s’alza alla sera,

il tuo sguardo eroico e il ricordo,

di un’esistenza vissuta intera.

Fabio Strinati

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