La strage di San Cipirello: la banda Giuliano uccide i carabinieri Fiorenza e Calabrese

L’estate siciliana del 1949 è fortemente legata al banditismo ed agli attentanti messi a segno dalla banda Giuliano; a pochi giorni dalla Strage di Bellolampo, ed a poco più di un mese dalla strage di Portella della Paglia, su cui Reference Post ha recentemente pubblicato gli articoli (Strage di Bellolampo e Strage di Portella della Paglia), un altro grave attentato allo Stato ha segnato una pagina della nostra storia.

Il 25 agosto ricorre l’anniversario, quest’anno il sessantottesimo, del duplice assassinio organizzato dalla banda di Salvatore Giuliano nei confronti di Giuseppe Fiorenza e di Giovanni Calabrese, due carabinieri operativi presso la caserma di San Cipirello.

I due giovani militari, rispettivamente di 22 e di 23 anni, furono colpiti da raffiche di mitra e dall’esplosione di numerose bombe a mano scagliate loro contro intorno alle ore 21.00 di quella sera di fine estate.

L’agguato risultò ben organizzato e pianificato in ogni dettaglio in quanto emerse che i banditi sapessero con precisione quali fossero i movimenti dei due carabinieri e come fossero organizzati gli spostamenti e le uscite dalla caserma che avvenivano, appunto per evitare attentati, a coppie e distanziati l’uno dall’altro.

Questi accorgimenti purtroppo non furono sufficienti e Fiorenza e Calabrese, originari di Centurpe e di Modica, morirono durante un violentissimo conflitto a fuoco durato parecchi minuti, rendendo vani i rinforzi richiesti da San Giuseppe Jato.

Fiorenza cessò di vivere ancor prima di accasciarsi al suolo; Calabrese, dopo un ricovero d’urgenza all’ospedale militare palermitano, morì all’alba dell’indomani per le gravi ferite riportate.

Del duplice omicidio furono indentificati come esecutori Giuseppe Cucinella, Isidoro Bruno, Giovanni Genovese, Giuseppe Delizia e Domenico Oliveri; a rivelare questa verità fu lo stesso Cucinella nel mese di ottobre del ’49. Gli organizzatori furono, come sostiene lo storico Francesco Petrotta, il malavitoso Antonino Sciortino e Raffaele Lo Voi, ritenuto anche esecutore materiale dell’assassinio del sindacalista socialista, segretario della Camera del Lavoro di Piana, Vito Stassi detto Carusci avvenuto a Piana degli Albanesi il 28 aprile 1921.

Quella di San Cipirello è l’ennesima strage di mafia purtroppo dimenticata.

 

Carlo Guidotti per ReferencePOST