109 anni fa nasceva il fotografo Cartier-Bresson, “l’occhio del secolo”

Ogni volta che premo il pulsante dello scatto, è come se conservassi ciò che sta per sparire”: il 20 agosto di quest’anno avrebbe compito 109 anni il grande Henri Cartier-Bresson; il celeberrino fotografo francese è considerato universalmente uno dei padri del foto-giornalismo.

Con la sua mitica macchina Leica 1, definita “il prolungamento del mio occhio”, cominciò a produrre sin da subito scatti fotografici assolutamente di prim’ordine.

Erano gli anni della metà del secolo scorso, ben lontani dalle moderne reflex e dalle tecniche di fotoritocco digitale e ai tempi fotografare significava possedere piena contezza di come lavorare con la luce e come lavorare la luce stessa, trasformandola a proprio piacimento, donando all’osservatore prodotti di ineguagliabile livello tutto manualmente e senza ausilio di post-produzione elettronica.

Ancora oggi Cartier-Bresson è considerato uno dei padri della fotografia moderna in quanto ha saputo apportare nelle sue creazioni un indiscusso e riconoscibile tocco d’artista forse mai così evidente prima di allora.

Cartier-Bresson, denominato non a torto “l’occhio del secolo”, è stato il pioniere del foto-giornalismo; convinto di immortalare l’eternità in un’immagine ha effettuato scatti memorabili, dalla Guerra Civile Spagnola fino alla Seconda Guerra Mondiale, credendo fino in fondo che l’essenza del soggetto ritratto debba trasferirsi nella fotografia senza ulteriori spiegazioni.

“La fotografia è muta”, ricordava spesso, e per questo le sue immagini erano prive di didascalie “perché devono parlare al cuore e agli occhi”, e se la fotografia ha bisogno di spiegazioni allora l’autore non è riuscito nel suo intento.

Nella tecnica del fotografo non vi era l’uso dell’esposimetro e le composizioni erano sempre variabili e dinamiche, inaugurando uno stile nuovo improntato sempre alla ricerca ed al rinnovamento, integrando quanto più possibile curve, linee e geometrie naturali che avrebbero arricchito la fotografia in maniera davvero unica.

Non amava far mettere in posa i soggetti in quanto essi avrebbero perso la naturalezza e quella luce altrimenti irrecuperabile; celebri sono gli scatti effettuati a Coco Chanel, a Martin Luther King o al Mahatma Gandhi.

Nel 1947 fondò la Magnum Photos, insieme ai fotoreporter Robert Capa, David Seymour, George Rodger e William Vandivert ; a questa famosa agenzia aderirono i più importanti nomi della fotografia mondiale fra cui, nel 1984, il grandissimo Steve McCurry.

Oggi a più di cento anni dalla nascita ed a 13 dalla sua scomparsa, avvenuta il 3 agosto del 2004, l’eredita culturale ed artistica di Cartier-Bresson è immensa e difficilmente riusciremmo ad immaginare l’arte della fotografia senza il suo determinante contributo capace di fissare l’eternità in un attimo di luce.

 

Carlo Guidotti per ReferencePOST