Sessantotto anni fa la Strage di Passo di Rigano in cui persero la vita sette carabinieri

Era l’agosto del 1949 quando a Palermo si consumò un grave eccidio passato alla storia come la Strage di Passo di Rigano; più che di un agguato si trattò di un vero e proprio attacco militare allo Stato.

Si trattò di una gravissima offensiva ai danni dello Stato e delle sue istituzioni messa a segno dal bandito Giuliano che dalle campagne di Bellolampo giunse alle propaggini settentrionali della città uccidendo con un ordigno sette carabinieri, provocandone il ferimento di tanti altri.

Subito dopo l’aggressione i banditi non ebbero a fuggire ma si nascosero fra i rovi e i cespugli e ben mimetizzati attesero l’autocolonna delle forze dell’ordine, giunta nei pressi per i dovuti soccorsi, riversando contro numerose raffiche di mitra e il lancio di diverse bombe a mano.

Una di queste colpì anche il tetto dell’auto di servizio del generale Polani che però rimase vivo in quanto la granata non esplose.

La dinamica dell’attentato fu ben studiata: fu fatta circolare la falsa notizia di un agguato ai danni della caserma dei Carabinieri di Bellolampo: tale notizia era assolutamente credibile in quanto tali fatti erano periodicamente realmente avvenuti nel periodo in cui Giuliano fu nominato colonnello dell’Evis, Esercito volontario indipendenza siciliana.

Così per rispondere all’attacco armato dei banditi, attacco in realtà falso e strumentale, il tenente Ignazio Milillo indirizzò sul campo gli autocarri militari con a bordo numerosi soldati e carabinieri; fu in questo percorso che la squadra di Giuliano operò, in uno stretto budello stradale isolato che dalle campagne settentrionali conduceva verso la città; oggi è l’attuale via Evangelista di Blasi che, correndo parallela a via Leonardo da Vinci alta, collega il quartiere Passo di Rigano a piazza Noce, attraversando la circonvallazione.

In quell’attentato persero la vita sette valorosi carabinieri servitori dello Stato: Giovambattista Aloe, Armando Loddo, Sergio Mancini, Pasquale Marcone, Gabriele Palandrani, Antonio Pabusa e Ilario Russo.

Sulla piazzetta ricavata dall’incrocio delle odierne via Di Blasi e via Ruggeri, luogo della strage di Passo di Rigano, nel settembre del 1992, su iniziativa del Comune di Palermo e dell’Associazione Nazionale Carabinieri, è stata eretta una stele in memoria dei caduti del 19 agosto del ’49; la scultura è opera dell’artista Biagio Governali.

A quella cerimonia era presente anche il generale Ignazio Milillo, il tenente che allora ordinò i soccorsi e che successivamente avrebbe poi arrestato Luciano Liggio, sopravvissuto a quella strage soltanto perché sbalzato fuori dal camion durante l’esplosione.

Oggi, a sessantotto anni di distanza, alle ore 9 è stata deposta una corona di alloro al fine di non far scemare mai la memoria di quel terribile evento e dei sette eroi che hanno dato la loro vita.

Carlo Guidotti per ReferencePOST (articolo e foto)

 

68 anni fa la Strage di Passo di Rigano
La stele commemorativa a Palermo (foto di Carlo Guidotti)
68 anni fa la Strage di Passo di Rigano
La stele commemorativa a Palermo (foto di Carlo Guidotti)
68 anni fa la Strage di Passo di Rigano
La stele commemorativa a Palermo (foto di Carlo Guidotti)
68 anni fa la Strage di Passo di Rigano
La stele commemorativa a Palermo (foto di Carlo Guidotti)
68 anni fa la Strage di Passo di Rigano
La stele commemorativa a Palermo (foto di Carlo Guidotti)
68 anni fa la Strage di Passo di Rigano
La stele commemorativa a Palermo (foto di Carlo Guidotti)