In vino salus giunge all’undicesima edizione: una raffinata degustazione enologica all’Ospedaletto di Lascari

Nell’affascinante cornice delle architetture dell’Ospedaletto di Lascari mercoledì 9 agosto si è tenuta l’undicesima edizione della manifestazione enogastronomica “In vino salus”.

Ad organizzare questo evento è stato l’istituzione pubblica “Spazi Socio-Culturali Ospedaletto” che sin dal 2005, anno di nascita dell’Ente, promuove nel comune del palermitano svariate attività di carattere culturale e sociale al fine di valorizzare al meglio il territorio e le eccellenze in esso contenute.

Il protagonista principale della serata è stato il vino che è stato accompagnato dalla degustazione di prodotti tipici locali; la cantina scelta per l’edizione targata 2017 è quella dell’azienda agricola Cossentino di Partinico di Antonino Cossentino che, presente all’evento, ha parlato della produzione vinicola portata avanti della sua azienda con passione e determinazione.

La serata ha avuto luogo nel giardino antistante il rigoroso edificio di quello che fu il Centro anti malarico, costruito nel 1937, svettante nella sua compostezza architettonica che domina la campagna circostante.

Dopo i saluti introduttivi del Presidente dell’associazione “Spazi Socio-Culturali Ospedaletto” Luigi Ilardo l’incontro ha avuto il suo inizio con una lettura tratta dal primo capitolo de “La luna e il falò” di Cesare Pavese: “Chi può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di piú che un comune giro di stagione.  […] Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo.  […]  Queste cose si capiscono col tempo e l’esperienza. Possibile che a quarant’anni, e con tutto il mondo che ho visto, non sappia ancora che cos’è il mio paese?”

L’intervento successivo è stato del Sindaco di Lascari dott. Abbate che ha rivolto un dovuto ringraziamento a tutto il consiglio di amministrazione dell’associazione che tra tante difficoltà riesce a portare avanti progetti ed eventi sempre di alto livello.

Adesso il piano di Giovanni Conti con tonalità basse e soffuse introduce il vellutato sax di Claudio Giambruno che a ritmo lento ma sostenuto lega la poesia appena letta all’imminente presentazione enologica della serata ed alla convivialità.

Dolci note si propagano nella calda atmosfera di metà estate e quasi rese magiche da un’acustica perfetta introducono, alternando jazz e blues a melodie swing e pop, tutti i commensali alla cena.

Il sommelier prof. Salvatore Garbo illustra dettagliatamente le caratteristiche dei due vini, esplorando e guidando il pubblico all’esame visivo, olfattivo e gustativo, attraverso le terminologie contenute nella griglia di degustazione che inizia con un buon bianco; Alba, Delia, Giada, Roberta e Leonardo servono ai tavoli un Gadì Cataratto dei vitigni del territorio di Partinico, prodotto da uve che crescono ad un’altimetria del terreno pari a circa 350 metri.

Appare di tonalità giallo paglierino con riflessi verdolini, emana un profumo delicato e fruttato e possiede un sapore fresco e asciutto; la consistenza è leggermente viscosa e nessuna effervescenza è presente; la gradazione alcolica è di tredici volumi.

E dopo un primo leggero assaggio finalizzato alla preparazione del palato si dà il via alla degustazione vera e propria sorseggiando questo sorprendente Gadì con del formagio Primo sale, un insaccato aromatizzato al pistacchio, un paté di olive bianche e pane spalmato con miele; a chiudere il piatto un acino di uva bianca.

La musica del sax e del piano continua ad accompagnare egregiamente le delicate atmosfere notturne quando il Consigliere comunale Caterina Provenza, che da diversi anni cura i rapporti tra amministrazione comunale e l’istituzione Ospedaletto, ha raccontato di come la coesione tra le diverse forze sia uno strumento fondamentale e di come mediante la piena collaborazione, si sia riusciti a stilare un programma estivo ricco di appuntamenti culturali.

“Serate come questa sono importanti per fare conoscere quelle case vinicole che in Sicilia combattono la crisi e la globalizzazione puntando sempre e solo sulla qualità” nella convinzione che solo puntando alla qualità si possa raggiungere l’eccellenza.

Caterina Provenza poi ha parlato del duro lavoro della vendemmia ed alle antiche tradizioni sociali legate a questo rito che lega indissolubilmente la produzione e la lavorazione dell’uva alla nostra storia.

A seguire l’intervento di Cossentino, il quale ha parlato della sua azienda che ha il pregio di essere un’azienda agricola in senso pieno in quanto cura il percorso per intero, dalla produzione delle uve alla vinificazione ed all’imbottigliamento; è questo il valore aggiunto degno di nota di questa impresa siciliana.

Poi Cossentino ha parlato della genesi della Cantina Reale di Partinico, ricordando come re Ferdinando I di Borbone incaricò il valente enologo Felice Lioy di testare svariati terreni siciliani per identificare ed indicare al Sovrano quale fosse più indicato per la produzione dei vini.

Ebbene Lioy, uno dei protagonisti del riformismo caraccioliano ormai purtroppo dimenticato, ebbe ad indicare proprio il territorio di Partinico come quello più fecondo ed adatto, dopo aver effettuato numerosi studi e dopo aver seguito e confrontato le diverse fasi della lavorazione: dalla vendemmia alla spremitura ed alla fermentazione dei mosti: a seguito del responso il Re identificò quindi il luogo ideale per edificare la Cantina Reale.

“È quindi importante conoscere bene la storia che sta dietro il vino in quanto esso non è soltanto una bevanda con determinate composizioni chimiche, è ben altro” conclude Cossentino, facendo trasparire tanta passione per il suo lavoro ed altrettanto amore nel raccontarne i segreti.

Questi elementi ne fanno un’azienda di successo recentemente premiata ad un concorso enologico in Germania vincendo quattro medaglie su quattro, ottenendo un incredibile punteggio di 100/100 per un vino dolce mai assegnato prima dalla commissione giudicatrice.

Dopo un altro reading del presidente Ilardo ancora la musica di Giambruno e di Conti hanno accompagnato la seconda degustazione che ha visto come protagonista un Rosso di Bisaccia, del 2013, composto da due uvaggi diversi, un Nero d’Avola e un Cabernet Sauvignon, rosso rubino con riflessi violacei, profumo al naso di frutta fresca, in bocca asciutto, gradazione alcolica di 14 volumi.

Ad accompagnare la degustazione è stato servito del formaggio Primintio semi stagionato, bruschette al paté di olive nere, salame di Caccamo aromatizzato alle noci e del pane bianco; in chiusura un acino di uva rossa.

Il nome Bisaccia deriva dal toponimo della contrada dove vengono coltivate le uve.

Abbiamo intervistato Miriam Cerami, vicepresidente dell’Ospedaletto, la quale ci ha parlato del grande evento che si terrà tradizionalmente ad ottobre “insieme alla Scuola Primaria Madre Teresa di Calcutta di Lascari organizziamo tre giornate: di manifestazioni all’interno delle quali vi saranno delle presentazioni editoriali, rappresentazioni teatrali o anche interviste agli anziani del paese, tutto finalizzato a portare avanti la ricerca sulla malaria”.

Questa rassegna di eventi ha come data di riferimento il 31 ottobre, in ricordo della data dell’inaugurazione della grande struttura che, aperta al pubblico nel 1937, è stata oggetto di ricerca e di studi approfonditi della stessa dott.ssa Cerami, scrittrice ed autrice di diversi libri, la quale ha pubblicato nel 2007  un dettagliato volume dal titolo “Addio malaria – Il Novecento tra storia e memoria”, leggendo il quale si ha la possibilità di studiare la storia della struttura e del contesto sociale coevo mediante l’analisi di documenti originali, grafici, mappe e rare fotografie d’epoca.

Il presidente Ilardo ci ha poi parlato della Giornata mondiale della salute, che il 7 aprile mediante una conferenza, tratta difficili argomenti legati al mondo sanitario. Nelle scorse edizioni, ad esempio, sono stati affrontati i delicati temi della depressione giovanile o relativi alle malattie mentali.

Fra le altre manifestazioni si ricorda anche la presentazione di disegni di Carlo Levi.

“In vino salus nasce undici anni fa da un’idea dell’allora presidente Pippo Schittino, il primo presidente dell’associazione, per celebrare il vino e l’importanza che esso riveste nel tessuto e nella storia del nostro territorio” ci ha spiegato Ilardo ricordando l’edizione del 2016, ossia quella del decennale dell’evento, alla quale invitò tutti i precedenti presidenti dell’Associazione Ospedaletto.

Pian piano volge così al termine un’elegante serata legata al nettare degli dei; mentre sullo sfondo dello storico edificio venivano proiettate le immagini relative alla storia della manifestazione, fra fiori, tintinnio di calici e sofisticato sound, una splendida luna piena illuminava il giardino, ponendo fine all’incontro e rinnovando l’appuntamento alla prossima edizione di “In vino salus”.

 

Carlo Guidotti per ReferencePOST (articolo e foto)

 

All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Salvatore Garbo (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
L'addobbo floreale (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
L'addobbo floreale (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Un momento della serata (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Il Sindaco dott. Abbate e Luigi Ilardo (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Da sin. Antonino Cossentino e Salvatore Garbo (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Da sin. Claudio Giambruno e Giovanni Conti (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Da sin. Miriam Cerami, Luigi Ilardo e Salvatore Garbo (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
L'intervento di Caterina Provvidenza (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
L'intervento di Caterina Provvidenza (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
L'Ospedaletto (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Un momento della serata (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Un momento della serata (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Un momento della serata (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
L'Ospedaletto di Lascari al chiaro di luna (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
La locandina dell'evento (foto di Carlo Guidotti)
All'Ospedaletto di Lascari In vino salus 2017
Il libro di Miriam Cerami (foto di Carlo Guidotti)